«Proprio nel Giorno della Festa della donna, Giuliano Ferrara alza il tiro e rilancia la sua sfida sull’aborto. Lo fa con una manifestazione in Piazza Farnese a Roma e la prima battuta è in risposta alle parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per le celebrazioni dell’8 marzo: «In un ispirato discorso maschile - afferma Ferrara - il capo dello stato invita a non ferire l’autonomia di decisione delle donne. Avrebbe dovuto aggiungere che la libertà delle donne non si realizza spingendole in braccio ai chirurghi negli ambulatori abortisti». In una piazza battuta da qualche goccia di pioggia e dinanzi a diverse centinaia di persone con striscioni e palloncini bianchi inneggianti al 'No all’aborto', il leader della lista Pro-Life rilancia dunque il suo messaggio: «I voti della lista contro l’aborto - dice - saranno tanti, perché c’è molta gente che non ama l’uccisione dei bambini». E poi: «Non sono le donne che rivendicano il principio di autodeterminazione, che noi non neghiamo, ma è il potere ideologico maschile che trova comodo l’aborto e che si è imposto in questi 30 anni». Una legge, quella sull’aborto, incalza entrando nel merito, che «è nata come legge di tutela della maternità ma è stata tradita. In 30 anni ci sono state 1 miliardo di interruzioni di gravidanza e oggi i certificati di aborto vengono rilasciati come dei vaglia postali; questo non è buono». Ma è quando lancia la sua proposta- richiesta che gli applausi si fanno più forti: «Non dobbiamo rassegnarci - dice all’idea che degli esseri umani siano considerati scarti o rifiuti ospedalieri, ma dobbiamo chiedere ed ottenere che questi esseri umani 'scartati' abbiano tutti un nome e la dignità di una cristiana sepoltura. Se passasse questo principio, gli aborti si dimezzerebbero il giorno stesso, perché nessuno abortirebbe sapendo che non si tratta di un ’rifiuto ospedalierò, ma di un essere umano». Applausi e richieste di autografi, mentre dal palco canta Giovanni Lindo Ferretti, cantautore con un passato nell’estrema sinistra di Lotta Continua che oggi sostiene Ferrara perchè, dice, «la vita è un mistero e va sostenuta dall’inizio ». Un messaggio che non è però piaciuto ad alcune femministe che, facendo 'irruzione' in piazza Farnese armate di fischietti, hanno attaccato a suobn di slogan il direttore del Foglio. Contestazioni a parte, la manifestazione (dal titolo 'Prima le donne e i bambini' e organizzata insieme al presidente del Comitato per la famiglia Olimpia Tarzia e alla direttrice del Cav Mangiagalli, Paola Bonzi) è stata anche l’occasione per lanciare messaggi ai due schieramenti. A Berlusconi e Fini, che oggi hanno aperto la campagna elettorale a Milano, Ferrara ha infatti indirizzato un invito alla «cooperazione». Al Pd, invece, una stoccata: «Attenzione - ha detto - ai guru in camice bianco della nuova eugenetica, coloro che ritengono che la cura vada sostituita con la selezione. Purtroppo, alcuni di loro sono finiti in cima alle liste del Pd in Lombardia. Auguri a Veronesi». Infine, un auspicio: «Non abbiamo le possibilità per fare una campagna elettorale rutilante e ambire a risultati maggioritari, sebbene non mi dispiacerebbe vincere le elezioni e chiedere a Silvio Berlusconi di fare il ministro della Salute».
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Il potere ideologico maschile trova comodo l’aborto
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