Nottingham, 5. "Non ho idea di come andrà il voto e non ho intenzione di fare ipotesi. Ribadisco la mia posizione e il mio sostegno alla Chiesa di Inghilterra, come ho sempre fatto nel corso degli ultimi mesi e in occasione della mia nomina". Lo ha affermato alla stampa britannica il neo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, alla vigilia del voto sulla legge che introdurrebbe i "matrimoni" omosessuali in Gran Bretagna, sostenuta dal premier conservatore David Cameron. Justin Welby ieri è ufficialmente entrato nelle funzioni di arcivescovo di Canterbury, in attesa dell'intronizzazione che avverrà il 21 marzo.Cameron è pronto a usare i voti del partito liberaldemocratico, suo alleato in coalizione, e di quello laburista, all'opposizione, per ottenere un sì a una legislazione alla quale sono contrari quasi 200 parlamentari tories. Anche la Chiesa cattolica, insieme alla Comunione anglicana, ha condotto una lunga battaglia contro le nuove norme, diffondendo in ogni parrocchia cartoline che i fedeli potevano usare per chiedere ai parlamentari della loro circoscrizione elettorale di votare no al "Gay Marriage Bill", come è denominata la legge. I vescovi hanno anche diffuso un opuscolo tra i parlamentari che spiegava le ragioni della loro opposizione. Durante la messa celebrata domenica scorsa, l'arcivescovo di Southwark, monsignor Peter David Gregory Smith, ha chiesto preghiere affinché la legge non sia approvata. Parlando al quotidiano britannico "Daily Telegraph", l'arcivescovo Smith ha spiegato che la "definizione di matrimonio come unione di un uomo e una donna precede sia lo Stato che la Chiesa e nessuna di queste due istituzioni ha il diritto di cambiarla".
(©L'Osservatore Romano 6 febbraio 2013)