Roberto de Mattei - Corrispondenza RomanaLa storia offre numerosi esempi di guerre preparate attraverso notizie manipolate e aggressioni simulate: operazioni che oggi definiremmo di “guerra ibrida”. Due episodi significativi si verificarono nel 1939, in seguito allo scellerato patto Molotov-Ribbentrop: l’attacco nazista alla stazione radio tedesca di Gleiwitz, attribuito alla Polonia, e il bombardamento russo del villaggio sovietico di Mainila, imputato alla Finlandia. In entrambi i casi, l’aggressore costruì una versione degli avvenimenti che gli permettesse di presentarsi come vittima.
Il 23 agosto 1939, a Mosca, i ministri degli Esteri Vjačeslav Molotov e Joachim von Ribbentrop avevano firmato, alla presenza di Stalin, il patto di non aggressione tra Unione Sovietica e Germania nazionalsocialista. Un protocollo segreto delimitava le rispettive sfere d’interesse nell’Europa orientale, prevedendo una spartizione del territorio polacco e collocando la Finlandia nella sfera sovietica. L’accordo facilitò così le successive aggressioni: Hitler poteva attaccare la Polonia senza temere un intervento sovietico contro di lui; Stalin poteva esercitare la propria pressione sulla Finlandia contando sull’acquiescenza tedesca.
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