Un prelato dal parlare chiaro, fine, diretto.Il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo emerito di Bologna, è morto alle 2 di sabato 11 luglio, nella casa di cura bolognese «Toniolo», dove era ricoverato da tempo. Nato il 13 giugno 1928 a Milano, era stato ordinato sacerdote il 23 dicembre 1950. Eletto il 7 dicembre 1975 alla Chiesa titolare di Fidene e al contempo nominato vescovo ausiliare di Milano, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale l’11 gennaio 1976. Il 19 aprile 1984 era stato promosso alla Chiesa residenziale di Bologna con il titolo di arcivescovo. Da Giovanni Paolo II era stato creato e pubblicato cardinale, del titolo dei Santi Giovanni evangelista e Petronio, nel concistoro del 25 maggio 1985. Il 16 dicembre 2003 aveva rinunciato al governo pastorale dell’arcidiocesi. I funerali saranno celebrati nella cattedrale di Bologna martedì 14 luglio, alle 10.30, dal cardinale arcivescovo Carlo Caffarra. La sepoltura avverrà nella cripta in forma privata.
Fine teologo, Giacomo Biffi ha esercitato il suo ministero sacerdotale ed episcopale con la parola e con la penna. Arcivescovo di Bologna dal 1984 al 2003, cardinale dal 1985, oltre che pastore è stato anche scrittore e saggista, conosciuto e apprezzato tanto nell’ambito cattolico quanto nel mondo laico. Famoso resta, fra gli altri, il suo commento teologico al Pinocchio di Collodi, dal titolo Contro Maestro Ciliegia, scritto nel 1977. Del porporato va ricordato anche lo spiccato talento nell’arte della predicazione, che gli è valso l’invito a tenere per ben due volte gli esercizi spirituali ai Pontefici e alla Curia romana: la prima con Giovanni Paolo II nella quaresima del 1989, la seconda con Benedetto XVI nella quaresima del 2007. Negli ultimi anni ha sofferto per gravi problemi di salute. Poco più di un mese fa, all’aggravarsi della sua situazione, Papa Francesco gli ha inviato una lettera nella quale gli esprimeva la sua vicinanza e assicurava la sua preghiera, augurandogli di «affrontare con fede e serenità le limitazioni fisiche » e confermandogli la stima e l’affetto fraterno. Il cammino vocazionale del cardinale Biffi era iniziato nell’arcidiocesi natale di Milano, dove aveva compiuto il percorso di preparazione al sacerdozio. Poi, nel 1955, aveva conseguito la laurea in teologia a Venegono con una tesi su «La colpa e la libertà nell’o dierna condizione umana». Terminati gli studi, aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale dall’arcivescovo di Milano, cardinale Alfredo Ildefonso Schuster. Aveva insegnato teologia dogmatica nei seminari ambrosiani e poi era stato inviato a svolgere il ministero pastorale in alcune parrocchie: dal 1960 al 1969 ai Santi Martiri Anauniani, a Legnano; dal 1969 al 1975 a Sant’Andrea, a Milano. Vicario episcopale per la cultura dal 1974, aveva ricevuto nel 1975 la nomina a direttore dell’Istituto lombardo di pastorale — da lui stesso fondato —, come pure l’incarico di responsabile della commissione per il rito ambrosiano. L’ 11 febbraio 1975 era stato nominato canonico teologo del capitolo metropolitano di Milano. Alla fine del 1975 Paolo VI lo aveva scelto come ausiliare dell’arcivescovo di Milano, cardinale Giovanni Colombo. Negli anni successivi aveva curato la riforma liturgica del rito ambrosiano e, dal 1976 al 1982, aveva fatto parte della commissione episcopale della Conferenza episcopale italiana per la dottrina della fede, la catechesi e la cultura, di cui era divenuto segretario dal 1979. Nel 1982, inoltre, era stato annoverato nella commissione episcopale per la liturgia. Nel 1984 Giovanni Paolo II lo aveva promosso alla sede arcivescovile di Bologna, della quale aveva preso possesso il 2 giugno, proprio durante la tradizionale festa della Madonna di san Luca, particolarmente cara ai fedeli petroniani. Il 7 luglio dello stesso anno era stato eletto presidente della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna. Nel concistoro del 25 maggio 1985 lo stesso Papa Wojtyła lo aveva creato cardinale. Il suo spessore teologico, unito allo stile pastorale autorevole e incisivo, aveva arricchito anche la Chiesa bolognese. Di spirito colto e acuto, mai scontato — anche a costo di apparire talvolta provocatorio — il porporato aveva scandito con le sue riflessioni momenti e circostanze importanti della vita dell’arcidiocesi. Si ricordano, fra gli altri, i suoi interventi in occasione del centenario della nascita del cardinale Giacomo Lercaro (1992). Nel dicembre del 1996 aveva presieduto le esequie di don Giuseppe Dossetti, padre costituente e sacerdote che — disse in quell’occasione — «ha onorato il suo presbiterio» e ha saputo porre «la sua militanza cristiana anche al servizio della storia d’Italia». Nel 1997, in occasione del congresso eucaristico nazionale di Bologna, aveva accolto Giovanni Paolo II, sottolineando che quell’appuntamento non andava considerato un’esclusiva dei cattolici ma era rivolto anche a «coloro che credono di non credere e a coloro che almeno avvertono la nostalgia delle certezze antiche ed eterne». Va anche ricordato, per il clima d’intensa commozione che lo ha caratterizzato, l’intervento tenuto nel novembre 1998 nella chiesa parrocchiale di Marzabotto, in occasione dell’apertura del processo diocesano per la causa di beatificazione di tre sacerdoti bolognesi trucidati dai nazisti insieme ai molti civili innocenti che non avevano voluto abbandonare in quel tragico autunno del 1944. Spesso aveva affrontato il tema delle radici cristiane dell’Europa, sottolineando il contributo dei credenti alla costruzione della nuova casa comune: l’Unione europea — aveva affermato — «potrà sussistere a lungo e progredire solo se al suo “corp o” di regolamenti, tabelle, attuazioni monetarie, sarà data “un’anima”». Era stato membro della Congregazione per il clero e della Congregazione per l’educazione cattolica. Alla fine del 2003 aveva rinunciato al governo pastorale dell’arcidio cesi bolognese, rimanendone amministratore apostolico sino al 15 febbraio 2004. Fra le numerose pubblicazioni di carattere teologico, catechetico e di meditazione, si possono ricordare Alla destra del Padre. Nuova sintesi di teologia sistematica (1973); Gesù di Nazaret centro del cosmo e della storia (2000); Pinocchio, Peppone, l’anticristo e altre divagazioni (2005). Un’ampia antologia tematica della sua predicazione si trova in La meraviglia dell’evento cristiano (1995) e Ripartire dalla verità (1997).
© Osservatore Romano - 12 luglio 2015