Il 2 maggio a Roma, alla Pontificia Università della Santa Croce, si svolge il convegno "Joseph Ratzinger ed Erik Peterson. Due itinerari teologici", dies academicus della Pontificia Accademia Teologica organizzato in collaborazione con la Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI e con la Fondazione Benedetto XVI di Ratisbona.
La giornata approfondirà - spiega Manlio Sodi, presidente della Pontificia Accademia Teologica - "tre grandi temi che appaiono particolarmente rilevanti ai fini di un confronto tra i percorsi teologici di Peterson e Ratzinger. Si tratta della teologia biblica, della teologia della liturgia e di quella riflessione sulla cultura secolare che si colloca tra l'antropologia teologica e la filosfia cristiana della storia". Afferma Thomas Söding nel suo intervento: "L'incontro di Joseph Ratzinger con Erik Peterson è sorprendente. Gli elementi di contrapposizione biografica e teologica non potrebbero essere maggiori". A dividere i due è lo spazio di una generazione, con tutti i suoi drammi. L'uno si è convertito al cattolicesimo in un'epoca caratterizzata dai cosiddetti pontificati piani, l'altro ha lasciato una sua documentabile traccia nei testi del concilio Vaticano II. Peterson è un outsider. Joseph Ratzinger è invece decisamente un insider. Peterson è uno spirito mosso dall'inquietudine, Ratzinger è invece un esteta, un contemplativo; entrambi hanno però criticato in termini costruttivi la teologia del proprio tempo: Peterson quella evangelica, Ratzinger quella cattolica. Peterson ha scritto un'ecclesiologia dominata dalla prospettiva escatologica, Ratzinger invece un'ecclesiologia che vive di un'anima eucaristica. A prevalere nell'opera di Peterson è la prospettiva apocalittica, connotata in particolare dalla categoria della riserva escatologica; in quella di Ratzinger prevale invece l'elemento giovanneo in cui convergono in forma simbiotica la presenza della salvezza e il suo futuro.
E probabilmente sono state proprio certe differenze a destare l'interesse di Joseph Ratzinger per Erik Peterson.
(©L'Osservatore Romano 1 maggio 2013)
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