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famiglia-naturaledi ETTORE GOTTI TEDESCHI

Ecco un piccolo libro da leggere e da consigliare a tutti. In Donna salva Italia (Modena, Artestampa, 2012, pagine 80, euro 15) Marilena Marcato e Laura Lolli propongono un tema di grande attualità — la contrazione del pil — e una risposta finalmente efficace: per favorire la crescita economica devono aumentare le nascite. A scriverlo sono due donne. Già la dedica sintetizza il programma: a tutte le donne nella loro mission più importante: essere mamma. Qual è infatti l’“affare più imp ortante” a disposizione di un genitore se non la vita, la crescita e l’educazione del proprio figlio? Il libretto descrive in modo semplice, documentato e corretto il problema demografico e gli effetti del suo crollo, in Europa e, in particolare, in Italia. Non è difficile immaginare il suo contenuto: pochi figli equivalgono a decrescita e a conseguente povertà morale, oltre che economica. Il crollo demografico ha posto le premesse di un vero e proprio declino di civiltà, ha indicato il consumismo come pratica per cercare di sostenere la crescita, ha imposto l’indebitamento — e dunque l’indeb olimento — delle famiglie nell’illusione di un maggiore benessere. Ha richiesto la delocalizzazione produttiva per potere consumare a costi bassi. Ha gettato le basi persino per un cambiamento dell’ordine economico mondiale, visto che i Paesi tradizionalmente ricchi — cioè gli Stati Uniti e quelli europei — contano oggi, all’incirca, gli stessi due miliardi di abitanti che contavano quarant’anni fa. E per questo stanno diventando poveri. Nello stesso periodo il resto del mondo, che era povero, è invece passato da due miliardi a cinque, e oggi sta diventando ricco in una proporzione che si aggira intorno al sessanta per cento. Cosa fare, dunque, per salvare Paesi, come l’Italia, che in questi decenni hanno perso almeno sei milioni di nascite che sarebbero state preziose da tutti i punti di vista? Ricordano le autrici che se in Italia fossero nati sei milioni di bambini in più, oggi ci sarebbero quasi diciotto milioni di posti di lavoro in più. E il pil sarebbe molto più alto. Si tratta insomma di un piccolo libro da leggere per recuparare la sapienza delle leggi di natura che oggi sembrano dimenticate o ignorate. E per comprendere qual è l’idea forte per avviare un vero progetto di sviluppo.


(©L'Osservatore Romano 2-3 maggio 2012)