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Persino la violenza diventa un dirittoCertamente le immagini e i video, sulla devastazione delle manifestazioni (?) giovanili di questi giorni sono più efficaci delle parole. Allora andiamo per ordine, comincio dai vari saccheggi dei cosiddetti maranza figli di nordafricani, di seconda o terza generazione, che riguardano la Francia, ma anche l’Italia.

“C’è qualcosa di profondamente inquietante nelle immagini delle città trasformate in scenari di guerriglia urbana. Scrive Antonella Gramigna (Quando persino la violenza diventa un diritto, 19.10.26, atlanticoquotidiano) Vetrine infrante, attività commerciali danneggiate, arredi pubblici distrutti, forze dell’ordine aggredite. E, in mezzo al caos, giovani e giovanissimi che sembrano aver smarrito ogni percezione del limite, quasi che devastare fosse diventato un gioco, una sfida, un’occasione per sentirsi protagonisti”. Dalla Francia all'Italia, il copione della rivolta è sempre lo stesso: masse di immigrati e professionisti del disordine prendono il controllo della piazza, incendiano, devastano, saccheggiano, attaccano le forze dell'ordine. Sono atti tutt'altro che spontanei, dietro di loro c'è l'appoggio dell'estrema sinistra e di una parte del sindacato. Allora, tra le tante immagini o video, mi hanno colpito quella della giovane signora con il suo negozio (penso a Parigi) preso di mira dai maranza, è stato saccheggiato, mentre lei cercava disperatamente di fermarli cercando di salvarlo dalla devastazione e dai furti: ma io sono d’accordo con voi, perché mi fate questo? (pare che si tratti di una nota attivista di sinistra) Si appella ai vandali "io sono Tizia l'attivista per i rifugiati, io sono con voi, io ho difeso voi e il vostro ingresso e la vostra permanenza in Francia" e quelli l'hanno spinta, l'hanno fatta cadere e l'hanno calpestata coi piedi, per fortuna è ancora viva. In piedi, sbalordita, non crede che questi ladri, questa plebaglia, questi criminali, questi barbari sono proprio quelli che per tutta la vita ha difeso e per cui ha sostenuto che invadessero il suo paese e lo distruggessero. Non commento. Un altro video, un signore, tra l’altro abbastanza robusto, aggredito alle spalle con un colpo di Kung fu da un delinquente che gli salta addosso e tutti a schernire il povero malcapitato, che voleva difendere il proprio negozio. Altro video, quello dei maranza che calpestano l’auto dei carabinieri davanti al Duomo di Milano. E qui da segnalare una signora anziana che invita i poliziotti a sparare a vista a questa gentaglia. E poi il custode di colore, peraltro robusto, del supermarket preso a bastonate. Il saccheggio di biciclette e altro di un noto negozio di abbigliamento sportivo in Piazza Cairoli a Milano. E per finire emblematico il manipolo di insegnanti in testa al corteo degli studenti in Corso Inghilterra a Torino (sul tema dei “cattivi maestri”, bisogna riflettere e molto) e quel tizio, che cercava di giustificare la violenza dei manifestanti. Si lamentava che siccome le proteste rimangono inascoltate, allora “per farci ascoltare dobbiamo alzare l’asticella dello scontro, creare dei danni, dei costi per farli pagare alla politica, così si rende conto della nostra pericolosità e cominciano ad ascoltarci”. Anche questo era un video trovato su Fb. Purtroppo, caro signore, i costi non li pagherà la politica, ma li pagheremo tutti i contribuenti a cominciare dai commercianti. Dietro ogni negozio danneggiato ci sono persone, famiglie, investimenti, responsabilità. Ci sono uomini e donne che ogni mattina aprono un’attività, pagano stipendi, affrontano difficoltà economiche e contribuiscono, con il proprio lavoro, alla vita del Paese. Non sono figure secondarie di un conflitto politico. Sono cittadini che meritano rispetto e tutela. L’elenco potrebbe continuare ma prima di concludere va fatta qualche riflessione politica. Certamente la guerriglia era preparata e non c’era niente di spontaneo. Quali forze politiche traggono vantaggio da queste manifestazioni? Certamente non il Centrodestra, che sta governando, ma chi sta a sinistra, che non ha mai digerito la vittoria della Destra, di Giorgia Meloni nel 2022. La sinistra che continua a dire che in quattro anni non ha fatto nulla, e in continuazione chiedono le dimissioni. Quello che sta succedendo adesso non è che il normale epilogo dopo quattro anni di continue spallate, attraverso scioperi organizzati dalla Cgil di Landini. Si tratta della solita manovra della sinistra che, senza idee e senza proposte, deve elevare il dissenso a sistema, per creare disordine. Lo scopo è sempre lo stesso, far percepire le proteste come reale problema, come se il governo fosse responsabile di una situazione ormai al collasso. Tutta scena, tutto finto, tutto orchestrato a dovere dalla sinistra che usa studenti e centri sociali come pedine da muovere a comando, i soliti utili idioti. Stesso era successo con le sardine...ricordate? Ad un anno dalle elezioni succede sempre così, ricordate con Berlusconi? Uguale!

Torino, 19 ottobre 2026

S. Paolo della Croce.                                    DOMENICO BONVEGNA

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