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Aborto femminicidio credit by AZMIl segnale politico è chiaro: la Chiesa italiana – ovvero la sua gerarchia - difende la legge 194 che ha introdotto l’aborto nel 1978, ma lo fa in modo discreto, con una breve colonnina pubblicata da Avvenire (il giornale della Conferenza Episcopale Italiana, CEI) a fianco del resoconto della manifestazione per la vita svoltasi a Roma sabato 21 maggio.

Il testo non è firmato, ma è chiaramente impensabile che su un tema tanto delicato possa uscire una nota del genere – molto precisa in quel che vuole comunicare - per distrazione o per l’iniziativa di un redattore disinformato o malintenzionato. E non può certo essere casuale il momento scelto, ovvero all'indomani della Manifestazione per la vita, a fianco del resoconto (neutrale) di cronaca, come a voler rassicurare qualcuno che comunque la Chiesa farà di tutto per evitare che venga messa in discussione la legge 194.

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Dalla redazione del nostro sito

 

Non stupisce questo trafiletto confuso e confondente di Avvenire. Sono finiti i tempi in cui il Card. Bagnasco, ricordava che i Media hanno una responsabilità non solo informativa ma anche educativa. Come d'altronde hanno ricordato tutti i Pontefici nel Magistero. Questo grave trafiletto, insidioso come una pustola infetta ed infettante, ricalca pienamente l'atteggiamento del Presidente della CEI che in una sorta di falsa "pacificazione" civica ed etica non riconosce nelle sue parole una cosa elementare, oramai dimenticata anche dal Diritto, cioè il diritto a vivere della vita umana innocente. La mancata citazione dell'Innocente, non una "vita umana" generica a cui appellarsi, ma proprio un innocente unico ed irripetibile, è assai grave. Citare l'essere umano innocente, che non ha voce, oltre che un dovere evangelico (come tra l'altro ha sempre fatto Papa Francesco) è anche un dovere civico. In qualsiasi contesto. Nell'anestesia soggettivista dei nostri tempi tale atteggiamento che manca di realtà, e quindi di sana Parresia, non aiuta nessuno e rinforza proprio le bad-practice che negano la dignità della vita umana innocente ricorrendo a sopprimerla in nome di una scelta, certamente drammatica, ma che, inevitabilmente, idolatra il soggetto che la compie e non compie né il Regno né il Bene Comune. Strombazzare sulla Pace, poi, senza riconoscere questo fondamentale atteggiamento di pietas è sostanzialmente ipocrita.

Un atteggiamento molto grave che confligge gravemente con il mandato, vocazionale e di presidenza CEI, che si è ricevuto.