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“La presentazione del ricorso alla Grand Chambre della Corte europea per i diritti dell’uomo è un atto rigoroso e indispensabile”. È il commento di Lucio Romano, presidente dell’associazione Scienza & Vita, in merito alla domanda di rinvio da parte del governo italiano contro la sentenza di condanna della Legge 40.
“La seconda sezione di Strasburgo, ponendo impropriamente in relazione la Legge 40/04 con la Legge 194/78, e ritenendole tra esse incoerenti, ha assegnato in maniera indiretta alla diagnosi genetica preimpianto un esplicito ruolo di selezione degli embrioni”, rileva Romano: “L’incongruenza, piuttosto, sta nel fatto che la diagnosi preimpianto non è una terapia finalizzata alla salute dell’embrione, ma alla sua selezione”. Secondo dati scientifici, pubblicati recentemente da Scienza & Vita (www.scienzaevita.org/materiale/BIOFILES_n20.pdf), solo l’1,5% degli oociti prelevati giunge al termine del percorso come gravidanza clinica ed esiste una percentuale non trascurabile di possibili errori diagnostici (2-5%). “Invece di risolvere il problema, si procede scartando il meno adatto”, commenta Romano, che rinnova la “vicinanza” dell’associazione “alle coppie che vivono questa sofferta e difficile condizione di maternità e paternità”, ma nello stesso tempo ricorda che “attraverso la diagnosi genetica preimpianto si sacrificano vite ritenute non degne di essere vissute”.

© www.agensir.it - 6 dicembre 2012