«La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana». La tredicesima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi — che si svolgerà nei giorni dal 7 al 28 ottobre di quest’anno — è incentrata su un tema che nella storia dei Sinodi ha avuto, in certo senso, un precedente nella terza assemblea generale ordinaria celebrata dal 27 settembre al 26 ottobre 1974 su «L’evangelizzazione nel mondo moderno ». Lo ha ricordato l’a rc i v e s c o v o Nikola Eterović, segretario generale del Sinodo dei vescovi, nell’intervento che ha aperto la settima riunione del tredicesimo Consiglio ordinario della Segreteria generale. Non si tratta semplicemente di una coincidenza cronologica o tematica, quanto piuttosto di un segno di continuità della sollecitudine della Chiesa nel predicare il Vangelo. Per questo motivo essa trova preziosi suggerimenti anche per la sua missione nel mondo di oggi nell’esortazione apostolica Evangelii nuntiandi successiva a quella terza assemblea. Il segretario generale ne ha messo in evidenza gli stretti legami che la collegano al concilio Vaticano II e i testi conciliari presenti sotto forma di citazioni in quel documento p ost-sino dale. Oggetto primario dell’ordine del giorno proposto al Consiglio è stato l’esame della bozza dell’Instrumentum laboris della prossima assemblea generale ordinaria, il cui testo era stato già trasmesso ai membri nelle loro sedi. Questo ha permesso di concentrare i lavori nella giornata giovedì 16 febbraio, considerando che i cardinali membri del Consiglio ordinario hanno partecipato al Concistoro di venerdì 17. C’è stato uno scambio di riflessioni prima nell’assemblea plenaria, poi nei due gruppi linguistici — inglese e italiano — le cui rispettive conclusioni sono state poi ulteriormente messe a confronto nella successiva e conclusiva discussione plenaria. Le parti della bozza che hanno destato maggiore attenzione sono state quelle riguardanti la struttura letteraria generale del testo e le integrazioni comprendenti temi quali l’identità dei destinatari della nuova evangelizzazione, l’identità del cristiano nella sua relazione con il Vangelo e con Gesù Cristo che è il Vangelo stesso. Particolarmente ricco è stato il dibattito attorno al primato della fede nel presente momento storico segnato dalla crisi della fede, che è anche una crisi di trasmissione della fede stessa. Si è parlato della «infecondità dell’evangelizzazione attuale», anche in presenza di certi influssi della cultura contemporanea che rendono particolarmente difficile la trasmissione della fede e rappresentano al contempo una sfida per i cristiani e per la Chiesa. A tale proposito — è stato notato — l’indizione dell’Anno della fede è un’occasione propizia per approfondire il dono della fede ricevuto dal Signore per viverlo e trasmetterlo agli altri. Il luogo originario della trasmissione della fede è stato indicato nella famiglia. È in essa, infatti, che la fede viene comunicata ai giovani, i quali, proprio nell’esperienza della famiglia, imparano sia il contenuto sia la prassi della fede cristiana. L’opera insostituibile della famiglia viene prolungata dalla catechesi svolta nelle istituzioni ecclesiali, soprattutto attraverso la liturgia con i sacramenti e l’omelia, oppure dando spazio alle missioni parrocchiali, alla pietà popolare, ai movimenti, alle comunità ecclesiali. Il segretario generale ha poi ringraziato i membri del Consiglio eletti nella tredicesima assemblea generale ordinaria per la loro opera a favore della collegialità episcopale e per la indispensabile collaborazione con la Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, in vista del servizio reso al ministero di Benedetto XVI. La preghiera dell’Angelus ha concluso i lavori con l’invocazione alla Vergine Maria, madre della Chiesa, stella della evangelizzazione, perché i lavori del prossimo Sinodo si svolgano fruttuosamente nella memoria del concilio Vaticano II e nella fedeltà al Vangelo per la trasmissione della fede. Alla riunione hanno partecipato i cardinali Francis Arinze, prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Francis Eugene George, O.M.I., arcivescovo di Chicago (Stati Uniti d’America), Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Marc Ouellet, P.S.S., prefetto della Congregazione per i Vescovi, Joseph Zen Ze- Kiun, S.D.B., vescovo emerito di Hong Kong, Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di São Paulo (Brasile), Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; i monsignori Thomas Menamparampil, S.D.B., a rc i v e s c o v o emerito di Guwahati (India), Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublin (Irlanda), Mark Benedict Coleridge, arcivescovo di Canberra-Goulburn (Australia), Luis Antonio G. Tagle, arcivescovo di Manila. Trattenuti in sede da impegni pastorali non hanno potuto prendere parte ai lavori i cardinali Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B., a rc i v e s c o v o di Tegucigalpa, presidente della Conferenza episcopale dell’Honduras, e i monsignori Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), e Florentin Crihălmeanu, vescovo di Cluj- Gherla, Claudiopoli-Armenopoli dei Romeni (Romania). Sono stati ospiti, rispettivamente come relatore generale e segretario Speciale della tredicesima assemblea, il cardinale Donald William Wuerl, arcivescovo di Washington (Stati Uniti d’America), e monsignor Pierre-Marie Carré, arcivescovo di Montpellier (Francia), con i quali era anche monsignor Salvatore Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.© Osservatore Romano 27 febbraio 2012