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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
1 thessalonians 5 16 18 2
".. poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo."
(Mt 13,44)
L'incontro con Cristo non è un incontro che si mescola fra i tanti; non è una conoscenza formale; non è una stretta di mano.
L'incontro con Cristo è "l'incontro".
Quello che ti cambia cuore e vita.
Quello che ti muove a gettare tutto e a ritenere tutto "una spazzatura", pur di avere Lui ed essere di Lui (Fil. 3,7-9).
Nella fase narcisistica dell'innamoramento tra un uomo ed una donna, fase per lo più proiettiva in cui ognuno vede nell'altro il compimento dei propri desideri, delle dimensioni simboliche e dei "propri archetipi", si nasconde però una profonda verità:
tu reputi "il tuo amato" e la "tua amata" più di ogni cosa e per Lei
ti giochi tutto, almeno potenzialmente.
Ebbene questa fase dei rapporti tra un uomo e una donna, spesso carica di narcisismo più che di amore reale per come l'altro è, rivela però la molla del cuore, l'atteggiamento, quando, realmente, incontri "il più bello tra i figli dell'uomo" (Sl. 44,3).
Perché solo Lui ti guarda e ti ama con quella totale gratuità che nulla sottrae e che ha sapore di Eternità (Mc. 10,21).
Lui non solo viene amato per ciò che è per te ma per ciò che è in sé stesso.
Pertanto è bene, profondo bene, che Dio, talvolta, ti deluda, che infranga nel cammino le tue proiezioni su di Lui.
Di svuotamento in svuotamento, di delusione in delusione.
Perché Egli è l'Altro ed è l'Altro che ti porta ad uscire da te perché tu sia finalmente te stesso.
La croce è il discrimine.
È Lui stesso che porta a compimento in te la capacità reale di amare, di amarlo e di amare i fratelli.
Ti spoglia dalle tue immaturità e ti riveste dell'uomo nuovo, capace di fatica gioiosa, di perdono, di fortezza oltre misura, di tenacia fedele nella croce e in ogni tipo di croce che inevitabilmente la vita porta con sé.
Ti rende capace di umiltà, di speranza e di fede oltre ogni misura.
Egli dunque non è solo l'oggetto dell'Amore ma è l'Amore stesso che forma e fa crescere ed abilita nella capacità di amare, di servire, di donarsi, di perdonare, di dire sì, di dire no, di essere fedele.
Ti conferma e ti struttura nella gioia inattaccabile dei figli di Dio.
Lui è il compimento oltre ogni tua aspettativa.
Pertanto non solo "vendi tutti i tuoi averi" ma li vendi "pieno di gioia". E non li vendi solo una volta ma ogni momento con quella rinuncia che è amore nell'Amore.
Anzi tutti gli averi ricevuti nel cammino sono lì per essere restituiti nella circolarità del Bene che si diffonde.
Lui infatti è tutto ciò che una donna e un uomo possano possedere; questa è la vera sapienza e in questa scelta risiede il giusto giudizio e il pieno discernimento.
Una gioia "tua" che, appena la conosci, vuoi condividere nel dono della missione. "Ecco faccio una cosa nuova.. non ve ne accorgete?" (Is. 43, 18-19)
Proprio donando questa tua gioia, nel sole e nel cattivo tempo, nell'accoglienza e nell'ostilità, comprendi che non ti viene sottratto alcunché ma, anzi, il tuo cuore trabocca sempre più di comunione intima con "il più bello tra i Figli dell'Uomo". E con i fratelli e le sorelle.
L'Amore, infatti, se vero, autentico, non è mai sottrattivo ma moltiplicativo e traboccante, di una "misura colma, pigiata, scossa e traboccante" (Lc. 6,38) che odora finalmente di Eternità.
L'Eternità.. la casa per cui siamo stati amati, pensati e desiderati con la nostra unica Persona al di fuori del tempo.

PiEffe