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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
famiglia-5Una visione della realtà familiare nel contesto attuale è il contenuto dell’Instrumentum laboris per la preparazione della terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi in programma dal 5 al 19 ottobre sul tema «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione». Il documento di lavoro è stato presentato questa mattina, giovedì 26 giugno, nella Sala Stampa della Santa Sede. Sono intervenuti i cardinali Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo; Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, relatore generale dell’assemblea; André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, presidente delegato.
Hanno parlato anche monsignor BrunoForte, arcivescovo di Chieti-Vasto, segretario speciale, e i coniugi Francesco Miano e Pina De Simone, i quali hanno offerto ai presenti la loro testimonianza. Il cardinale Baldisseri ha illustrato il risultato dell’inchiesta promossa dal documento preparatorio, che includeva un questionario costituito da 39 domande. Le risposte e le osservazioni agli otto gruppi di quesiti, che hanno interessato tutte le componenti ecclesiali e hanno avuto ripercussioni stimolanti anche in altri ambienti, sono state raccolte e suddivise in tre parti. La prima parte, dedicata al Vangelo della famiglia, tratta del disegno di Dio, della conoscenza biblica e magisteriale e della loro ricezione, della legge naturale e della vocazione della persona in Cristo. La seconda parte affronta le sfide pastorali inerenti alla famiglia, quali la crisi della fede, le situazioni critiche interne, le pressioni esterne e altre problematiche. La terza parte presenta dapprima le tematiche relative all’apertura alla vita, quali la conoscenza e le difficoltà nella ricezione del magistero, i suggerimenti pastorali, la prassi sacramentale e la promozione di una mentalità accogliente. «I temi che non sono compresi nel documento — ha avvertito il cardinale Baldisseri — saranno trattati nell’assemblea generale ordinaria del Sinodo del 2015, che sarà la terza tappa del cammino di riflessione sulla famiglia iniziato con il concistoro del 20 febbraio 2014». E ne ha annunciato il tema: «Gesù Cristo rivela il mistero e la vocazione della famiglia». Quanto agli argomenti che saranno affrontati dall’assemblea straordinaria, il porporato ha assicurato che saranno «considerate in maniera particolare le situazioni pastorali difficili, che riguardano le convivenze e le unioni di fatto, i separati, i divorziati, i divorziati risposati e i loro eventuali figli, le ragazze madri, coloro che si trovano in condizione di irregolarità canonica e quelli che richiedono il matrimonio senza essere credenti o praticanti». La parola è passata poi al cardinale Vingt-Trois, il quale ha innanzitutto sottolineato la grande opportunità che il Sinodo sulla famiglia costituirà per l’evangelizzazione. Si parlerà, ha detto, di qualche cosa che tutti conoscono, perché ovunque esiste la famiglia. Dunque la Chiesa cattolica avrà l’opp ortunità di condividere con l’umanità intera un’esperienza comune. E soprattutto avrà modo di diffondere il suo messaggio non in termini teorici ma in termini concreti, grazie all’esp erienza vissuta dalle famiglie cristiane, capaci di testimoniare come sia possibile vivere uniti anche in mezzo alle difficoltà. Il cardinale ha poi elencato alcuni punti ritenuti essenziali nell’azione pastorale delle Chiese locali. Innanzitutto una preparazione seria al matrimonio: i giovani devono sapere perché si sposano e a cosa vanno incontro. E sarebbe importante, ha proposto il porporato, offrire questa possibilità di preparazione anche a chi si sposa solo civilmente, magari stipulando accordi con i municipi. Ma è chiaro che, ha aggiunto, non ci si può limitare alla formazione: il lavoro pastorale deve proseguire nell’accompagnamento costante e continuo della coppia anche dopo il matrimonio. Altro punto sul quale l’a rc i v e s c o -vo di Parigi ha richiamato l’attenzione è stata l’educazione dei figli. La famiglia, ha detto, non si riduce al solo rapporto di coppia ma riguarda tutti i suoi membri. Dunque bisognerà prendersi cura anche dei bambini e porre attenzione alla loro formazione. Trattando infine l’argomento delle famiglie in sofferenza, il porporato si è soffermato sulla diversità delle singole situazioni. Quanto ai divorziati, ha proposto innanzitutto una distinzione tra i risposati e quelli che, abbandonati, non hanno voluto rompere il legame sacramentale o comunque hanno voluto tener fede alla loro promessa. Bisognerà tener conto di questa loro sofferenza e cercare il modo di aiutarli senza aggiungere altre pene. Il cardinale ha poi fatto cenno a diverse altre situazioni, da quella delle ragazze madri a quella delle uni0ni di fatto. Considerando ciò il porporato ha voluto mettere un punto fermo: non si può pensare che il Sinodo sulla famiglia si fermi a modelli occidentali; esso abbraccia la Chiesa universale. Dunque bisognerà tener conto di tutte le realtà, così come sarà necessario riflettere sulle conseguenze delle diverse situazioni critiche proposte da guerre, crisi economiche e persecuzioni, che spesso dividono anziché unire le famiglie. È poi intervenuto il cardinale E rd ő, il quale ha notato che il documento sembra offrire una panoramica della situazione della pastorale delle famiglie a partire da due prospettive. La prima parte, ha detto, «si muove a livello della conoscenza e dell’apprezzamento: vale a dire a livello della consapevolezza circa l’insegnamento di Cristo e della Chiesa sul matrimonio, e sulla vera realtà della famiglia secondo il disegno di Dio». In proposito il porporato ha sottolineato che è «incoraggiante notare come l’insegnamento della Bibbia soprattutto dei vangeli e le lettere paoline è oggi più conosciuto». Meno dettagliata «appare invece la conoscenza dei documenti del magistero». La seconda parte del documento «si muove — ha notato il porporato — su un altro livello. Essa si occupa del comportamento reale della gente, e quindi affronta l’aspetto del lavoro pastorale. È in questa parte che sono presentate le cosiddette situazioni critiche». In base alle risposte pervenute, l’elemento marcante a livello sociologico sembra essere il rifiuto più o meno generale delle istituzioni. Da molte regioni del mondo sono giunte risposte secondo le quali la gente si sposa sempre di meno, anche solo civilmente. «Tale fenomeno — ha commentato il cardinale — s’inserisce nel contesto dell’individualismo e del soggettivismo pratico che ormai sembra aver raggiunto larghi ceti delle popolazioni. Le convivenze non istituzionalizzate molto spesso non hanno il carattere di preparazione al matrimonio o prova del matrimonio, ma rappresentano una forma di vita durevole. La verità della persona umana, il ruolo della comunità nello sviluppo della persona sono però valori apprezzati anche da molti che non sono né cattolici né cristiani». Il documento, ha notato ancora il cardinale Erdő, presenta diverse altre situazioni particolari e difficili, e indica «numerose pressioni esterne» a cui devono far fronte le famiglie, come il lavoro dipendente dei due genitori, il fenomeno migratorio, la povertà, il consumismo, le guerre. E «mentre in alcuni Paesi, si parla di una “sofferenza causata dal non ricevere i sacramenti” da parte di divorziati risposati civilmente — ha precisato — in diversi altri Paesi alla questione “che cosa chiedono i divorziati risposati alla Chiesa?” la risposta più frequente è che essi non chiedono nulla, perché o non sanno che non possono partecipare ai sacramenti o si sono mostrati indifferenti sia prima che dopo il matrimonio civile invalido dal punto di vista ecclesiale». Infine l’arcivescovo Bruno Forte ha notato che ciò che caratterizza l’Instrumentum laboris in maniera rilevante è «l’aderenza alla realtà in tutta la sua varietà e complessità e, di conseguenza, il rigore e l’onestà nel non chiudere gli occhi di fronte ad alcun problema, per quanto inquietante o scomodo esso possa sembrare. I tre grandi ambiti su cui esso propone di sviluppare il dibattito sono quelli richiamati nelle tre parti di cui si compone: il Vangelo della famiglia da proporre nelle circostanze attuali; la pastorale familiare da approfondire di fronte alle nuove sfide; la relazione generativa ed educativa dei genitori nei confronti dei figli». Dopo essersi soffermato su ognuno dei tre ambiti specifici il presule ha fatto notare «come l’immagine di Chiesa che risulta dall’Instrumentum e che il Sinodo sulla famiglia è chiamato a mostrare nel vivo delle scelte pastorali da compiere, sia quella della Madre impegnata a generare, accompagnare e sostenere tutti i figli di Dio, nessuno escluso, facendosi volto per ciascuno di essi dell’infinita misericordia del cuore divino. Una Chiesa non autoreferenziale, ma “in uscita”, al servizio di tutto l’uomo in ogni uomo, per la salvezza di ogni creatura».

© Osservatore Romano - 27 giugno 2014