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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
diavolo orchestratore di inganni«La legislazione di una generazione diventa la morale della generazione seguente».
(Nigel Walker)

Il trucco per creare l’ossimoro reale di una legislazione illegittima è partire dalla finta morale della realtà costruita sui desideri e non sul bene.
Sul “mi sento” non “su ciò che è vero e buono”, nel contempo, per te e per il bene comune.

Il vero e il buono l’uomo può solo scoprirlo non crearselo.

La democrazia non crea il bene, non crea il vero, ma, se educata e ben formata, lo cerca, lo trova e lo alimenta. Ed è questa l’anima della Politica e le midolla del Diritto.
Senza questa coscienza non c’è democrazia ma una patinata tecnica di vendita che cambia colore, sapore e venditore a seconda di quanto vale nel mercato un determinato prodotto esposto. Che tale prodotto abbia un nome o un altro, appartenga ad una corrente o ad un'altra, poco importa; è un prodotto e come tale deve essere venduto e la comunicazione è funzionale alla vendita.

E vive e si alimenta di manicheismi. Li aspira, li cerca, li nutre, li gonfia con adolescenziale certezza.
Ah, finalmente; ah, era ora; ecco l’uomo (o la donna) della “provvidenza”. Ah, finalmente si volta pagina.
Un inno, un Te deum falso come la scimmia di Dio. Che svela non la bellezza ma la nostra macchietta: “diamoci un nome!”. Ed usiamo il traino di turno.

Ogni volta che un educatore, ed anche un politico, solletica ed espande il “mi sento” ha fallito.
Ha avvitato l’io su sé stesso, sulla sua incapacità ontologica di dar-si la pienezza senza possederla ed avendone sete, continuamente.
Questa condizione “confermata”, tra l’altro, è proprio l’inferno, un continuo avvitarsi nella brama sciocca del sé.
E l’inferno è anche la laica condizione di creare leggi sui desideri. La negazione del Diritto.

Compito della laicità è puntare ad ampliare il vero ed il buono distinguendolo, discernendo, dai desideri che, sovente, hanno non solo l’ambizione alla felice pienezza (in sé buona o comunque neutra), ma anche la fallacia e l’inganno di perseguirla con mezzi illegittimi ed errati.

L’obnubilamento di considerare “naturale” il desiderio fa compiere un vero e proprio avvitamento nel mal-essere. È questo lo scopo della menzogna: distogliere dalla ricerca e dalla nostalgia della autentica pienezza. Mortificare il desiderio, farlo strisciare a terra, senza riconoscerne il suo vero perché.

Dobbiamo dunque negare i desideri?
No; ma vanno fatti maturare alla luce del vero e del buono altrimenti non avremo né l’uomo laico presente nella Polis, amante del bene comune, né, da altra parte, un discepolo di Cristo.

PiEffe


vedi anche
IL DANNO PIÙ GRAVE: L'AUTODETERMINAZIONE AL BENE