Predisposizione sapienziale
Il Te Deum è un completo inno di Lode. E come tale non può prescindere dal ringraziamento per la realtà concreta e per il dono del tempo.
Di ogni istante, comunque vissuto, perché tutto sia restituito a Dio, tutto sia immerso in Dio, tutto sia glorificato in Dio.
Il Te Deum ricorda all'uomo di non aver fede nel nulla, come fanno tanti amici non credenti o comunque come vivono alcuni, sempre in fuga nella mai scemata ribellione adolescenziale, ma piuttosto di aver fuori di sé il principio del sé e del noi. Perché se ascolti sinceramente il tuo desiderio capirai che tu non sei la tua casa ma che una casa ti è data e lì, in tanti modi, a volte anche disordinati e fallaci, punta il tuo cuore.
La Speranza nasce ed è nelle mani del Padre, fonte di ogni Bene, tutto il Bene, il Sommo Bene, che ci ama per il Figlio nello Spirito Santo in maniera inenarrabile, sorprendente, stupefacente.
È un inno per discepoli sempre grati che riconsegnano il tempo a Colui che lo ha donato.
È una resa grata alla Signoria di Dio nella nostra vita, nella nostra storia personale e nella storia completa dell'umanità.

Grassetto = sacerdote, diacono o cantore
Corsivo = assemblea
Noi ti lodiamo, Dio * ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli * e tutte le potenze dei cieli:
Santo +,
Santo +,
Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli * e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, * e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre * per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. * Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria * nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: * in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tutti: Tu sei la nostra speranza, * non saremo confusi in eterno.

Note sul Te Deum - fonte dalla rete riviste e integrate
L'inno Te Deum laudamus, con cui tradizionalmente ringraziamo il Signore Dio dei benefici da Lui ricevuti, pure se detto "inno ambrosiano", è una composizione poetica adesso attribuita con certezza a Niceta di Remesiana, intorno all'anno 400.Originariamente si rivolgeva a Cristo Dio e Signore: "Te (o Cristo) noi lodiamo Dio! Te (o Cristo) noi professiamo Signore!".
Successivamente, con l'attenuarsi delle eresie sulla Persona Divina e sulla Divina Signoria di Gesù, poco alla volta la pietà cristiana lo ha indirizzato al Padre e al Figlio e allo Spirito; infatti, con questa qualificazione trinitaria noi lo abbiamo recepito e a nostra volta lo trasmettiamo.
Nella Chiesa cattolica il Te Deum è legato alle cerimonie di ringraziamento; viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell'anno appena trascorso, oppure nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del nuovo pontefice, prima che si sciolga il conclave.Nella Liturgia delle Ore trova il suo posto nell'Ufficio delle letture, nelle solennità e nelle feste, in tutte le domeniche, nei giorni fra l'ottava di Natale e quelli fra l'ottava di Pasqua.
Diversi autori si contendono la paternità testo.
Tradizionalmente veniva attribuito a san Cipriano di Cartagine oppure, secondo una leggenda dell'VIII secolo, si è sostenuto che fosse stato composto a due mani da sant'Ambrogio e da sant'Agostino il giorno di battesimo di quest'ultimo, avvenuto a Milano nel 386, per questo è stato chiamato anche inno ambrosiano.
Oggi gli specialisti attribuiscono la redazione finale a Niceta, vescovo di Remesiana (oggi Bela Palanka) alla fine del IV secolo.
Dall'analisi letteraria, l'inno si può dividere in tre parti.
• La prima, fino a Paraclitum Spiritum, è una lode trinitaria indirizzata al Padre. Letterariamente è molto simile ad un'anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus.
• La seconda parte, da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti, è una lode a Cristo Redentore.
• L'ultima, da Salvum fac, è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi. La sua recitazione è facoltativa.
Solitamente viene cantato a cori alterni : Sacerdote o celebrante e il popolo. Anche perché la Sacra Liturgia, come nostra risposta all'Opera di Dio, esprime nel canto senza strumenti il massimo della Solennità. A differenza dell'Opera di Dio, dell'Ergon tou Theou (la Parola, l'Eucarestia) che esige invece il massimo del silenzio.
Cantiamo, dunque e adoriamo.
| Te Deum - latino | Te Deum - italiano |
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Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur. Te aetérnum Patrem * omnis terra venerátur. Tibi omnes ángeli, * tibi Caeli et univérsae potestátes, tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant: Sanctus, Sanctus, Sanctus, Dóminus Deus Sábaoth. Pleni sunt caeli et terra * maiestátis glóriae tuae. Te gloriósus * apostolórum chorus, Te prophetárum * laudábilis númerus, Te martyrum candidatus * láudat exércitus. Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia: Patrem * imménsae maiestátis; venerándum tuum verum * et únicum Fílium; Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum. Tu rex glóriae, * Christe, Tu Patris * sempitérnus es Fílius. Tu, ad liberandum suscepturus hominem, * non horruísti Vírginis úterum. Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna coelórum. Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris. Iudex créderis * esse ventúrus. Te ergo quaésumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti. Aetérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári. Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáte tuae. Et rege eos, * et extólle illos usque in aetérnum. Per síngulos dies * benedícimus Te; et laudámus nomen tuum in saéculum, * et in saéculum saéculi. Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre. Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri. Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in Te. In Te, Dómine, sperávi: * non confúndar in aetérnum. |
Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora. A te cantano tutti gli angeli il cielo e le potenze dell'universo, e i cherubini e i serafini a te si rivolgono dicendo con voce incessante: Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Ti acclama il coro glorioso degli apostoli e dei profeti e la candida schiera dei martiri. La santa Chiesa proclama la tua gloria per tutta la terra, o immenso Padre, e adora il tuo unico Figlio e lo Spirito Santo paraclito.
l'eterno Figlio del Padre. Tu nascesti dalla Vergine Madre per la salvezza dell'uomo. Tu, vincitore della morte, hai aperto ai credenti il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi. Ora ti preghiamo: soccorri, o Signore, i figli che hai redento col tuo sangue prezioso. Accoglici nella tua gloria nell'assemblea dei santi.
benedici i tuoi figli, proteggili e guidali verso la vita eterna. Ogni giorno ti benediciamo e lodiamo il nome tuo ora e per sempre. Degnati oggi, o Signore, di custodirci senza peccato. Abbi pietà di noi, Signore, abbi pietà. Sopra di noi sia sempre la tua misericordia, Signore: in te abbiamo sperato. In te ho sperato, Signore: che non rimanga confuso in eterno. |