
Gv 13, 26-27
⸀ἀποκρίνεται ὁ Ἰησοῦς· Ἐκεῖνός ἐστιν ᾧ ἐγὼ ⸀βάψω τὸ ψωμίον ⸂καὶ δώσω αὐτῷ⸃· ⸂βάψας οὖν⸃ τὸ ⸀ψωμίον δίδωσιν Ἰούδᾳ Σίμωνος ⸀Ἰσκαριώτου. καὶ μετὰ τὸ ψωμίον τότε εἰσῆλθεν εἰς ἐκεῖνον ὁ Σατανᾶς. λέγει οὖν αὐτῷ ⸀ὁ Ἰησοῦς· Ὃ ποιεῖς ποίησον τάχιον.
E [Gesù], intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che desideri fare, fallo presto»
Non è la prima volta che Gesù si rivolge ad uno dei suoi discepoli vedendo in lui il nemico dell'uomo e di Dio.
Era accaduto anche con Pietro (Mt.16,23).
Ora, davanti ad un gesto di sommo amore e condivisione che spetta a colui che guida, al capo-famiglia, carico di amicizia divina, Giuda risponde con l'avarizia che gli è propria, con quel ladrocinio avido che lo aveva animato da tempo e che si era fatto in lui struttura. Questo filtro, volontariamente e pian piano costituito, lo rende "posseduto" dal nemico. Ecco perché Cristo si rivolge non tanto a Giuda quanto al nemico che Giuda ha fatto entrare in sé, dicendo
«Quello che desideri fare, fallo presto»
Agostino all'omelia 62 ha trattato questo passaggio:
".. Dopo quel boccone, dunque, Satana entrò nel traditore del Signore, per prendere pieno possesso di colui che già era nelle sue mani e in cui già prima era entrato per indurlo al tradimento. Era già in lui, infatti, quando Giuda si era recato dai Giudei per stabilire il prezzo del tradimento, secondo l'esplicita testimonianza dell'evangelista Luca: Ora, Satana entrò in Giuda chiamato Iscariota, ch'era del numero dei dodici, ed egli andò a trattare con i gran sacerdoti (Lc 22, 3-4). Ecco la prova che Satana era già entrato in Giuda. Vi era entrato dapprima per introdurre nel suo cuore il proposito di tradire Cristo; Giuda si era presentato alla cena con tale proposito. Ma dopo che egli ebbe preso quel boccone, Satana entrò in lui, non per tentare un estraneo, ma per prendere definitivamente possesso di ciò che già era suo.
Non fu allora, però, che Giuda ricevette il corpo di Cristo, come crede qualche lettore frettoloso. E' da ritenere, infatti, che già il Signore aveva distribuito a tutti i discepoli, presente anche Giuda, il sacramento del suo corpo e del suo sangue, come molto chiaramente racconta san Luca (cf. Lc 22, 19-21). Poi venne il momento in cui, secondo la narrazione altrettanto chiara di Giovanni, il Signore rivelò il traditore per mezzo del boccone che intinse e porse a Giuda, volendo forse significare, col pane così intinto, l'ipocrisia del traditore. Non ogni cosa che si intinge, infatti, viene lavata, ma alcune cose si intingono per tingerle. Se però il pane intinto significa qui qualcosa di buono, l'ingrato verso un tal dono ha maggiormente meritato la condanna. [ ...] Preso dunque il boccone, Giuda uscì subito. Era notte (Gv 13, 30). Era notte anche colui che era uscito. E quando fu uscito colui che era notte, Gesù disse: Adesso è stato glorificato il Figlio dell'uomo (Gv 13, 31). Il giorno dunque ha trasmesso la parola al giorno, cioè Cristo ha parlato ai discepoli fedeli, esortandoli ad ascoltarlo e a seguirlo con amore; la notte ha trasmesso la notizia alla notte (cf. Sal 18, 3), cioè Giuda è andato a chiamare i Giudei infedeli, perché si avvicinassero a lui e lo prendessero per metterlo a morte."
Stiamo dunque dicendo che Giuda era un burattino in mano agli eventi voluti dal nemico?
Certamente no, stiamo piuttosto dicendo che Giuda aveva pian piano scelto di far entrare satana per la porta dell'avarizia e della vanità e che il nemico aveva preso possesso in lui; il protagonista sia di tale decadimento graduale che della scelta immonda del tradimento rimane comunque Giuda, strutturalmente ipocrita e disonesto.
Talmente deviato che, al gesto di amicizia del pane intinto non scglie di poter cambiare; avrebbe potuto tornare al vero sé, quello bello per cui fu amato dal Cristo. Ma egli scelse ancora quanto aveva scelto prima ricevendo quel boccone di amicizia con la negazione dell'amore. Pertanto satana si radicò in lui.
Non sappiamo se Giuda si sia ravveduto, come lasciano intravvedere alcuni mistici, nonostante il gesto disperatamente egolatrico del suicidio e nonostante le parole più dure della Sacra Scrittura rivolte ad un uomo:
"... sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!" (Mt. 26,24)
Però una cosa la sappiamo.
satana, questa persona alla maniera di una non-persona, entra nel cuore dell'uomo non con squilli di tromba, perché non desidera essere riconosciuto, ma con passi graduali di disobbedienza, di superbia, di avarizia, di vanità e di lussuria.
Vi è infatti un tradimento per debolezza ed uno per struttura. È questo secondo tradimento che va temuto sommamente.
Perché Giuda, da quel che sappiamo, disperò della Salvezza, e credette fino alla fine che i suoi peccati fossero più grandi della Misericordia del Signore. Questo accade in una struttura graduale del consegnarsi al nemico tramite il vizio del pensiero e delle opere.
E, disperare della Salvezza, significa bestemmiare lo Spirito Santo. Disperare della Salvezza è una struttura di peccato che rende non perdonabile chi la assume in sé come se alla mano tesa verso di noi che stiamo annegando, non lanciassimo la nostra di mano per attendere alla vita, preferendo il demone della tristezza come garanzia di un io disordinato e curvo in sé medesimo.
Per tale motivo ci è utile questo apostolo traditore, affinché anche noi impariamo quotidianamente ad essere fedeli alla Grazia che riceviamo e perché anche per noi quelle terribili parole dell'evangelista Matteo non siamo mai pronunciate.
Questa è la settimana del ritorno a Dio, questa è la settimana della conversione, questa è la settimana dell'Amore.
PiEffe
".. Dopo quel boccone, dunque, Satana entrò nel traditore del Signore, per prendere pieno possesso di colui che già era nelle sue mani e in cui già prima era entrato per indurlo al tradimento. Era già in lui, infatti, quando Giuda si era recato dai Giudei per stabilire il prezzo del tradimento, secondo l'esplicita testimonianza dell'evangelista Luca: Ora, Satana entrò in Giuda chiamato Iscariota, ch'era del numero dei dodici, ed egli andò a trattare con i gran sacerdoti (Lc 22, 3-4). Ecco la prova che Satana era già entrato in Giuda. Vi era entrato dapprima per introdurre nel suo cuore il proposito di tradire Cristo; Giuda si era presentato alla cena con tale proposito. Ma dopo che egli ebbe preso quel boccone, Satana entrò in lui, non per tentare un estraneo, ma per prendere definitivamente possesso di ciò che già era suo.
Non fu allora, però, che Giuda ricevette il corpo di Cristo, come crede qualche lettore frettoloso. E' da ritenere, infatti, che già il Signore aveva distribuito a tutti i discepoli, presente anche Giuda, il sacramento del suo corpo e del suo sangue, come molto chiaramente racconta san Luca (cf. Lc 22, 19-21). Poi venne il momento in cui, secondo la narrazione altrettanto chiara di Giovanni, il Signore rivelò il traditore per mezzo del boccone che intinse e porse a Giuda, volendo forse significare, col pane così intinto, l'ipocrisia del traditore. Non ogni cosa che si intinge, infatti, viene lavata, ma alcune cose si intingono per tingerle. Se però il pane intinto significa qui qualcosa di buono, l'ingrato verso un tal dono ha maggiormente meritato la condanna. [ ...] Preso dunque il boccone, Giuda uscì subito. Era notte (Gv 13, 30). Era notte anche colui che era uscito. E quando fu uscito colui che era notte, Gesù disse: Adesso è stato glorificato il Figlio dell'uomo (Gv 13, 31). Il giorno dunque ha trasmesso la parola al giorno, cioè Cristo ha parlato ai discepoli fedeli, esortandoli ad ascoltarlo e a seguirlo con amore; la notte ha trasmesso la notizia alla notte (cf. Sal 18, 3), cioè Giuda è andato a chiamare i Giudei infedeli, perché si avvicinassero a lui e lo prendessero per metterlo a morte."
Stiamo dunque dicendo che Giuda era un burattino in mano agli eventi voluti dal nemico?
Certamente no, stiamo piuttosto dicendo che Giuda aveva pian piano scelto di far entrare satana per la porta dell'avarizia e della vanità e che il nemico aveva preso possesso in lui; il protagonista sia di tale decadimento graduale che della scelta immonda del tradimento rimane comunque Giuda, strutturalmente ipocrita e disonesto.
Talmente deviato che, al gesto di amicizia del pane intinto non scglie di poter cambiare; avrebbe potuto tornare al vero sé, quello bello per cui fu amato dal Cristo. Ma egli scelse ancora quanto aveva scelto prima ricevendo quel boccone di amicizia con la negazione dell'amore. Pertanto satana si radicò in lui.
Non sappiamo se Giuda si sia ravveduto, come lasciano intravvedere alcuni mistici, nonostante il gesto disperatamente egolatrico del suicidio e nonostante le parole più dure della Sacra Scrittura rivolte ad un uomo:
"... sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!" (Mt. 26,24)
Però una cosa la sappiamo.
satana, questa persona alla maniera di una non-persona, entra nel cuore dell'uomo non con squilli di tromba, perché non desidera essere riconosciuto, ma con passi graduali di disobbedienza, di superbia, di avarizia, di vanità e di lussuria.
Vi è infatti un tradimento per debolezza ed uno per struttura. È questo secondo tradimento che va temuto sommamente.
Perché Giuda, da quel che sappiamo, disperò della Salvezza, e credette fino alla fine che i suoi peccati fossero più grandi della Misericordia del Signore. Questo accade in una struttura graduale del consegnarsi al nemico tramite il vizio del pensiero e delle opere.
E, disperare della Salvezza, significa bestemmiare lo Spirito Santo. Disperare della Salvezza è una struttura di peccato che rende non perdonabile chi la assume in sé come se alla mano tesa verso di noi che stiamo annegando, non lanciassimo la nostra di mano per attendere alla vita, preferendo il demone della tristezza come garanzia di un io disordinato e curvo in sé medesimo.
Per tale motivo ci è utile questo apostolo traditore, affinché anche noi impariamo quotidianamente ad essere fedeli alla Grazia che riceviamo e perché anche per noi quelle terribili parole dell'evangelista Matteo non siamo mai pronunciate.
Questa è la settimana del ritorno a Dio, questa è la settimana della conversione, questa è la settimana dell'Amore.
PiEffe