Quesito
Salve Padre,
in un recente post lei ha citato la presenza di inabitazione,
– presenza di inabilitazione. È quella di cui parla il Signore quando dice: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.
Ne aveva ampiamente parlato in precedenza, ma solo ora mi viene da chiedere: dal punto di vista “meccanico”, cioè come processo che si verifica, funziona allo stesso modo (ovviamente in positivo) della possessione demoniaca?
Analogamente al caso (negativo) della possessione demoniaca, come fà la Chiesa cattolica a distinguere i casi genuini dalle mistificazioni o da problemi psicologici dell’individuo?
Infine i due casi, positivo e negativo, hanno effetti l’uno sull’altro? Cioè una persona che vive in uno stato di “presenza di inabitazione“, deve avere qualche tipo di effetto nel venire a contatto con una persona in stato di possessione?
Di nuovo grazie per la sua attenzione
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