di Vicente Cárcel OrtíVarie furono le visite ad limina compiute dai vescovi spagnoli durante il lungo pontificato di Papa Montini, tuttavia i discorsi del Pontefice furono brevi e generici; non affrontarono problemi concreti, ma si limitarono a costatare l'attività pastorale dei diversi prelati e a incoraggiarli nei loro compiti. Nel 1972, anno di visita ad limina dei vescovi spagnoli, nella seconda metà di ottobre un buon numero di loro si recò a Roma. Da queste visite si ricava un'importante testimonianza della fiducia del Papa verso la Chiesa in Spagna, in modo particolare verso i suoi principali responsabili e le linee operative da essi adottate nella loro azione collegiale.
Paolo VI non poté ricevere i vescovi individualmente a causa dell'intensa attività di quei giorni legata alla celebrazione dell'assemblea generale ordinaria del sinodo. Si limitò a ricevere collettivamente sei vescovi provenienti da diverse provincie ecclesiastiche, ai quali rivolse un breve discorso, nel quale ricordò il decimo anniversario dell'apertura del concilio Vaticano ii e affermò che seguiva con particolare interesse tutto ciò che i vescovi facevano per applicare le norme conciliari: "Le inevitabili difficoltà devono essere d'incentivo per un impegno sempre più grande, per superarle con fede e unione fraterna, mentre i grandi risultati, oltre a colmarci di gioia grata a Cristo, aprono i cuori alla speranza dinanzi alle grandi possibilità della perenne vitalità del messaggio evangelico proclamato con fedeltà. La generosità apostolica della Chiesa spagnola, il suo dinamismo tradizionale e il suo fedele spirito rinnovatore sono una grande consolazione per il papa. Ve lo diciamo con grande gioia e speranza; abbiamo fiducia nella Chiesa in Spagna; abbiamo anche grande fiducia in voi pastori, nei sacerdoti e nei fedeli" ("L'Osservatore Romano", 27 ottobre 1972).
Dal primo gennaio 1976 s'iniziarono a calcolare i nuovi quinquenni della visita ad limina, secondo le norme stabilite dallo stesso Paolo VI con il decreto Ad Romanam Ecclesiam. Da allora i vescovi spagnoli realizzano la visita ad limina negli anni che terminano con 1 e con 6. Il primo gruppo che Paolo VI ricevette in udienza il 10 giugno 1976 fu quello dei vescovi della provincia ecclesiastica di Tarragona, insieme con l'arcivescovo di Barcellona e i suoi tre ausiliari. Dopo aver messo in evidenza che la visita ad limina è "espressione di un profondo senso di adesione e comunione con il Capo del Collegio Episcopale", il Papa esortò i vescovi catalani a operare "in cordiale comunione con il resto dell'Episcopato, per il bene più grande di tutti i membri delle vostre Chiese particolari" (Acta Apostolicae Sedis 69, 1977, 337).
(©L'Osservatore Romano 7 agosto 2013)