Forse la liturgia di oggi è la più consolante di tutte le liturgie, perchè vengono raccomandate alla Misericordia di Dio le anime dei fratelli defunti con la consapevolezza che il nostro Signore Gesù Cristo intercede per noi insieme alla Sua Beatissima Madre.
Si deve a S. Odilone, abate del monastero benedettino di Cluny, l'avvio di questa commemorazione generale che l'istituì nel 998, inserendola nel giorno dopo la festa di tutti i Santi e ben presto questo uso fu adottato da tutta la Chiesa e con un decreto nel 1915 Benedetto XV estese a tutti i sacerdoti del mondo il permesso di celebrare 3 messe in questo giorno.
Quanta Grazia! E quanta gioia da questa ispirazione che lo Spirito Santo ha donato alla Chiesa! Veramente il Signore sa quello di cui abbiamo bisogno. Pregare per i defunti e meditare sulla morte nell'ottica della Pasqua, alla luce della Risurrezione di Cristo "primizia di coloro che sono morti" (1Cor.15,20)
La morte è la sorte comune degli uomini, "la via di tutta la terra" (1Re.2,2), è la condizione umana per cui l'uomo è polvere e ritorna alla polvere come dice la Genesi, ed è per questo che l'uomo la sente come un nemico che porta sofferenza e da cui fuggire, ma la speranza di essere liberati da essa supera i confini della vita terrena.
Nel giorno del nostro Battesimo, nel rito classico, viene chiesto ai genitori cosa dona la Fede che loro stessi chiedono alla Chiesa per il figlio e la risposta è: "La Vita Eterna ". Un dopo vissuto in pienezza alla presenza del nostro Creatore.
"I miei occhi lo contempleranno" dice Giobbe, ed è una parola piena di certezza, non solo una speranza. In tutta la sua sofferenza, le sue tribolazioni meteriali e spirituali, con forza Giobbe dice "Io so che il mio Redentore è vivo"; è certo che non sarà deluso, che gli renderà giustizia e lo vedrà come un familiare, un amoco un Padre.
È una preofessione di fede che ci fa meditare, una consapevolezza di un Dio amore eterno che si svelerà e ristabilirà la sua relazione con lui.
È un annuncio profetico che si realizzerà in Cristo. Egli, il Figlio, è il Principe della vita e, come dice S.Paolo ai Romani, noi battezzati nella Sua morte risorgiamo con Lui. Già in questa vita più siamo innestati nel Suo Corpo più arriviamo ad una conoscenza viva del Padre e del Figlio, e questo costituisce la Vita Eterna. Diventa un anelito dell' anima e del corpo che porta ad una restaurazione dell'uomo. Approdare in Dio è il fine dell'uomo che torna alla sua dimora e finalmente lo vedrà faccia a faccia. L'uomo ri-conoscerà Suo Padre, il suo Creatore, e l'essere stato creato a somiglianza di Dio risulterà vero. Per quetso il Figlio è venuto a mostrarci quì in terra il vilto del Padre che è Amore infinito, perchè con Lui siamo in comunione con il principio stesso della vita e trasformati dallo Spirito Santo e immersi nel dono incondizionato di Colui che Salva, camminiamo con lo sguardo fisso al compimento pieno della promessa, ripetendo e masticando continuamente la frase di Gesù:"Chi crede ha la Vita Eterna"(Gv.6,48)
"La vita è una relazione e precisamente relazione con Colui che è la sorgente della vita e non muore perchè è la Vita stessa e allora noi viviamo" (Benedetto XVI SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI - 1 Aprile 2010); ma questa relazione va alimentata giorno per giorno confrontandosi con la Parola, con la presenza forte di un Dio che ci "perseguita" con la sua tenerezza e le sue attenzioni, con il riconoscersi povero molto povero nel dare amore all'altro; nel misurarsi con i propri desideri differenti da ciò che il Signore ti propone e la Chiesa stessa ti annuncia.
Credere, avere fede, andare oltre le proprie paure, gli ostacoli, le storpiature di quelli che vogliono convincerti del "nulla dopo" per proporti il "tutto subito";
e in cui l'uomo cade perchè ha abbassato lo sguardo sulla terra smettendo di volare.
Credere e avere la certezza di una Vita Eterna perchè Dio mantiene ciò che promette e prima ancora dell'ultimo respiro chiedere "prendimi con Te"...
e scoprire che Lui ci ha già accolto.
Edda
(socia fondatrice dell'Associazione Zammeru Maskil)