Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

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Teofania Fano mediaBuonasera padre,
sono un docente di religione e da diverso tempo mi assilla un pensiero. Circa la salvezza delle anime ci è sempre stato insegnato che i buoni saranno in Paradiso, i malvagi all’inferno e poi c’è il Purgatorio come regno di mezzo dove è necessario passare per chi ancora non è pronto per il Cielo. Il punto è questo: noi uomini quando nasciamo ereditiamo un certo codice genetico che ci fa essere gentili, buoni, compassionevoli o, al contrario, cattivi, mal disposti verso gli altri, con il cuore arido ecc.
Tutto ciò però detta la nostra esistenza, ovvero chi ha la fortuna di nascere “buono” è già predestinato per il Paradiso, viceversa chi nasce con un pessimo carattere, con il cuore malvagio, finirà all’inferno.
A questo punto si potrebbe parlare di una sorta di “predestinazione genetica”? Calvino in qualche modo aveva intuito qualcosa, ma sbagliava nel contenuto, non nella forma, a mio modesto avviso. Non è Dio a predestinare al Paradiso, bensì la casualità di nascere con un determinato DNA che poi influenzerà il nostro stare al mondo. 

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