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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Santa ChiaraParola di Dio ed eucaristia «sono le due mense più importanti per ogni cristiano e per ogni uomo che incontra Gesù. E non possiamo farne a meno per vivere in pienezza la nostra esistenza». Anche nella vita di santa Chiara Parola di Dio ed eucaristia «hanno avuto un ruolo principale, anzi sono state i suoi due più grandi pilastri».
Si è sviluppata su questo binomio l’omelia della messa presieduta ieri ad Assisi dal cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, in occasione della festa di santa Chiara. Con il porporato hanno concelebrato il vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, Domenico Sorrentino, e una cinquantina di sacerdoti, tra i quali molti frati delle varie famiglie francescane. Presenti anche numerose autorità civili e militari, oltre a un migliaio di fedeli che hanno gremito la basilica dedicata alla fondatrice delle clarisse. «Chiara — ha sottolineato il cardinale Sarah — voleva vivere con Gesù, per Gesù, in Gesù e come Gesù stesso ha vissuto. Partendo dalla Parola di Dio e da un rapporto intenso e intimo con Gesù Eucaristia, ella ha modellato tutta la sua povera vita, desiderando ardentemente di essere unicamente la sposa di Cristo. E in quanto sua sposa, non poteva fare a meno di essergli legata intimamente e indissolubilmente». Così Chiara fu «fedele testimone del Vangelo, mediante uno stile di vita semplice, povero e pregno di carità, come san Francesco». La povertà per san Francesco, santa Chiara e per noi tutti, ha spiegato ancora il cardinale, è «la strada maestra per poter vivere pienamente il Vangelo e la nostra vocazione alla santità di vita. Siamo chiamati a vivere la povertà con Gesù e come lui stesso l’ha vissuta, per diventare proprio lui, perché ogni cristiano è chiamato a essere non solo un alter Christus, un altro Cristo, ma deve diventare ipse Christus, il Cristo stesso». Da qui, l’invito del celebrante ai fedeli a lasciarsi g u i d a re dalla Parola e dall’eucaristia per seguire «Gesù povero, umile, spogliato di ogni privilegio». Ma diventare discepoli di Cristo povero non vuol dire «solo privazione dei beni materiali». Il concetto la supera, la travalica, «ci parla della spoliazione di se stesso dalle incrostazioni della cattiveria, della gelosia, dell’invidia, della sup erbia». Tuttavia questo cammino richiede silenzio, ascolto della Parola, adorazione e preghiera, perché «solo uniti a Gesù, come il tralcio alla vite, possiamo portare per il mondo quei frutti di santità di vita, di pace, di amore e di verità, che vengono solo da Dio. Senza Gesù Cristo la nostra vita diventa sterile, perché senza di lui non possiamo fare nulla. Non poco, o qualcosina, ma nulla. Senza Gesù siamo inefficaci, improduttivi. La nostra vita ha valore solo inserita in Gesù », ha sottolineato Sarah. Infine il prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha ricordato, affidandoli a Dio per intercessione di santa Chiara, «tutti i cristiani perseguitati in Africa, in Asia e in Medio oriente e nelle diverse parti del mondo, e tutte quelle persone che vivono in territori martoriati dalla guerra, affinché la pace di Cristo possa prendere il sopravvento ed essi possano vivere con maggiore tranquillità la propria quotidianità». (jean-baptiste sourou)

© Osservatore Romano - 13agosto 2015