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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Papa seminaristiA cura di P. Pietro Messa, ofm

Nel comunicato finale dell’Assemblea generale straordinaria della Conferenza Episcopale Italiana svoltasi ad Assisi dal 13 al 16 novembre 2023 si afferma: «Il tema principale dell’Assemblea è stato approfondito nell’ampio dibattito che ha fatto seguito alla relazione principale dedicata alla presentazione della Ratio formationis sacerdotalis per i Seminari in Italia.
I Vescovi hanno approvato il documento che coniuga l’adeguamento alla Ratio Fundamentalis con i contributi dei Presuli e dei formatori, offrendo orientamenti comuni e indicazioni condivise perché ogni singola Conferenza Episcopale Regionale possa costruire il progetto formativo dei propri Seminari».
Il testo, emendato secondo le indicazioni dell’Assemblea, sarà ora sottoposto alla conferma da parte del Dicastero per il Clero».
Tale documento della CEI – non ancora pubblicato – è l’adattamento alla realtà italiana di quanto stabilito per la Chiesa universale. Infatti dopo la necessaria approvazione da parte di papa Francesco l’8 dicembre 2016 la Congregazione per il clero pubblicò il Decreto generale Il Dono della vocazione presbiterale con la Ratio fundamentalis Institutionis sacerdotalis - ratio-fundamentalis-institutionis-sacerdotalis_it.pdf (vatican.va)  - in cui sono delineati le linee esecutive per il cammino di discernimento e formazione al sacerdozio. Nel capitolo VIII dedicato a criteri e norme espone le norme circa le persone con tendenze omosessuali rinviando al Catechismo della Chiesa Cattolica e all’Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri approvata da Benedetto XVI e pubblicata il 4 novembre 2005:
c) Persone con tendenze omosessuali
199.    In relazione alle persone con tendenze omosessuali che si accostano ai Seminari, o che scoprono nel corso della formazione tale situazione, in coerenza con il proprio Magistero (nota 303), «la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay. Le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall’Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate» (nota 304).
200.    «Qualora si trattasse di tendenze omosessuali che fossero solo l’espressione di un problema transitorio, come, ad esempio, quello di un’adolescenza non ancora compiuta, esse devono comunque essere chiaramente superate almeno tre anni prima dell’Ordinazione diaconale» (nota 305). Peraltro, occorre ricordare che, in un rapporto di dialogo sincero e di reciproca fiducia, il seminarista è tenuto a manifestare ai formatori – al Vescovo, al Rettore, al Direttore Spirituale e agli altri educatori – eventuali dubbi o difficoltà in questo ambito. In tale contesto, «se un candidato pratica l’omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale, così come il suo confessore, hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza, dal procedere verso l’Ordinazione». In ogni caso, «sarebbe gravemente disonesto che un candidato occultasse la propria omosessualità per accedere, nonostante tutto, all’Ordinazione. Un atteggiamento così inautentico non corrisponde allo spirito di verità, di lealtà e di disponibilità che deve caratterizzare la personalità di colui che ritiene di essere chiamato a servire Cristo e la sua Chiesa nel ministero sacerdotale» (nota 306).
201.   In sintesi, occorre ricordare e, al contempo, non occultare ai seminaristi che «il solo desiderio di diventare sacerdote non è sufficiente e non esiste un diritto a ricevere la sacra Ordinazione. Compete alla Chiesa [...] discernere l’idoneità di colui che desidera entrare nel Seminario, accompagnarlo durante gli anni della formazione e chiamarlo agli Ordini sacri, se sia giudicato in possesso delle qualità richieste» (nota 307).



note

303 Cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2357-2358.

304 Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri, n. 2: AAS 97 (2005), p. 1010 [Criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali (vatican.va)]

305 Ibid.

306 Ibid., n. 3: AAS 97 (2005), p. 1012.

307 Ibid., n. 3: AAS 97 (2005), p. 1010.

-> VD anche

Il compito del discernimento

pdfratio_fundamentalis_2016.pdf