Il telo ha avvolto un cadavere martoriato, riportandone vistose macchie di sangue e l'immagine di un corpo, frontale e dorsale, impressa in modo tuttora misterioso.
Un'immagine che è sbiadita ed eterea, ma straordinariamente ricca di dettagli impressionanti che permettono di ripercorrere, come in una Via Crucis, le ultime ore di quel defunto a cui si attribuisce un'identità sconvolgente: Gesù di Nazaret.
Su quel telo conosciuto come "la Sindone" sono state fatte Inchieste, indagini, studi, analisi, discussioni. Per secoli è stato venerato come la più preziosa reliquia della Cristianità.
Poi nel 1988 il colpo di scena. Un'analisi conosciuta come prova del carbonio 14 sostiene che l'origine di quel telo risale al Medioevo, cioè in epoca successiva alla data della crocifissione di Gesù.
Gli esperti si dividono, per alcuni la prova non è stata rigorosa, per altri l'esame non è valido. Altri ancora ribadiscono che la Sindone non ha avvolto il corpo di Gesù.
Per cercare di fare il punto sulle conoscenze e sulle diverse argomentazioni a favore e contro la Sindone, la professoressa Emanuela Marinelli, docente di Scienze Naturali e Geologiche, autorevole membro del Centro Romano di Sindonologia, organizzatrice del Congresso Mondiale Sindone 2000, autrice di numerosi libri, relatrice in centinaia di incontri sul tema, promotrice della rivista "Collegamento pro Sindone" e del sito http://www.sindone.info/, ha appena pubblicato il volume: "La Sindone. Analisi di un mistero" (Sugarco Edizioni, 267 pagine, 19,50 Euro).
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