Risaputo è che la conversione più difficile è quella mentale vista la grande resistenza che vi oppone la pigrizia intellettuale. Ad esempio basta vedere anche in esimi studiosi ripetute per decenni citazioni erronee, segno incontestabile che nessuno ha visto l'opera a cui ci si riferisce ma ha copiato una nota bibliografica scritta da altri. E così accade anche con alcune massime ripetute come veri e propri slogan che invece dovrebbero essere verificate mediante un ricorso alle fonti primarie. Tra queste affermazioni vi è anche quella secondo cui lo Spirito Santo è il grande assente della tradizione occidentale. Un'analisi di testi, iconografie e altre espressioni della fede costringono se non proprio a smentire sicuramente a rettificare la suddetta espressione.
Così ad esempio pregava il beato Tommaso da Olera (1563-1631):
E però o Santo consolatore, e però, o Santo consolatore, consolate me, vilissima creatura, conspargete anco sopra di me un raggio dell'amor vostro, accioché arda l'anima mia d'amore. Amando il mio Dio redentore, consumando tutto me stesso per amore di quel caro Dio che si consumò per mio amore sul legno della croce. O incomprensibile Spirito Santo, sommergete me nell'ardente fornace, l'ardente fornace d'amor vostro, acciocché restino abbruggiate tutte le mie imperfezioni, purificando me da ogni macchia di peccato, illustrando l'anima mia d'ogni vera vita accio ne l'ora della morte mia possa comparir avanti la maestà vostra, infiammato e acceso di carità e amore, e possa, per i meriti del Padre e del Figliolo, e di voi, o Spirito Santo Paraclito, acciò sia finalmente introdotto nei cellesti pascoli a onore e gloria del Nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
(citazione in Tommaso da Olera. Insatiabilis ardor, a cura di M. Pellegrini e R. Saltarin, Brescia 2021, p. 298)