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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

spirito santo icona 1«Voi, carissimi, costruite il vostro edificio spirituale sopra la vostra santissima fede, pregate mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell'amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. Convincete quelli che sono vacillanti».
(Lodi, Lettura Breve Gd 20-22)

Voi
costruite
vostra
pregate
conservatevi
attendendo
con-vincete

Il "Noi" trinitario fonda, sostiene, genera ed illumina il "noi" della Chiesa. Ognuno per la sua parte. Certo non senza dialettica, anche interna, interna anche a ciascuno di noi. Può accadere, infatti, che lo Spirito susciti in noi una intuizione e addirittura un carisma ma poi ci chieda di mortificarlo. Perché questo? Per prendersi gioco di noi? Per ingannarci?
Certamente no.

Per portarci alla natura più alta della comunione che è la diakonia, la donazione nell'Amore. Che è innestata nel Battesimo. Al sacrificio di Isacco.
In cui ciò che conta di più non è la "nostra intuizione" ma l'agire di Dio nella storia anche attraverso la mortificazione necessaria della "nostra" intuizione che Lui stesso ha donato. Perché Egli è fonte di fecondità ben oltre le nostre membra. E questo si deve storicamente vedere, percepire. È infatti importante che i fratelli vedano che rinunciamo alle intuizioni di Dio per Dio e per la Chiesa.
In tal modo la nostra resa a Dio è perfetta ed esprime la cristificazione compiuta e la figliolanza nel Figlio.
Per quanto possibile, dunque, la nostra volontà si adegua alla volontà divina, ed impariamo, nell'obbedienza, tanto quanto ciò che patiamo. Perché l'obbedienza non solo rimane una virtù ma il mezzo più appropriato, battesimale, per vivere la nostra "conformatio" divina.

Poiché sembra, in apparenza, negare la nostra individualità, che è l'essenza del nostro esser-ci nel mondo come unicum, scalpitiamo e ci lamentiamo. Nella rinuncia, il nostro sé non si fonda sul sé e rimane vacillante nella determinazione di cui ha vitale bisogno. In modi a volte erronei ed imperfetti, ed a causa del fomito della ribellione, spesso presente in noi: vogliamo, dunque, dar-ci un nome.
Nell'irriducibilità dell'io-sono-io.

Posto che ci sono alcune lamentele, suppliche e quasi "bestemmie" (come ci insegnano i santi e i profeti, nella scrittura) che sono più preghiera di tante orazioni, in noi permane la difficoltà di obbedire, perché manca la possibilità di ob-audire, di ascoltare e, preferiamo, quella di osare, pensando in tal modo di essere audaci, condottieri dell'unicum che ci è stato rivelato. Ed è qui la "perla preziosa". Obbedire a Dio più che alle intuizioni che Egli ha generato in noi e distinguere in Lui tra ciò che va perseguito e ciò che va lasciato, abbandonato.

Infatti l'obbedienza, sana, resa, spirituale, ed ecclesiale, cioè nello Spirito Santo è principio vivificante e dunque pienamente spirituale di adesione all'unica volontà divina delle tre persone.
E libera realmente l'azione di Dio nel mondo.
E costruisce l'edificio spirituale, coopera al Bene della Chiesa e ai desideri di Cristo.
Ricordando che io-sono-perché-amato, indipendentemente da ciò che potrò fare.

Perché se anche avrai fatto una piccola azione in Lui, avrai fatto tutto, sia in te che nella Chiesa, ed avrai generato ciò che più conta: l'unità nella comunione.

Qui c'è vera sinodalità ed ecumene. Qui c'è la ricapitolazione in Cristo.

Vuoi auto-determinarti ed essere veramente efficiente? Incidere veramente nella storia? Servi in Cristo, con Cristo, per Cristo, ed è tutto, sapendo che il tuo essere "inutile" è frutto dello Spirito ed è pienamente utile al desiderio di Cristo. Perché l'inutilità in Cristo è piena utilità fruttuosa. Non è una mera consolazione o un palliativo al tuo percepirti inutile e perdente, ma comprendere il cuore del cuore di Dio.

Madonna povertà (intuizione cavalleresca del poverello), che sta sulla croce con Cristo, in effetti, è la via perché Cristo regni e tu, finalmente, possa essere ed amare. In quella povertà, resa e spoliazione c'è il dono al tuo sé più alto che tu possa avere e comprendere.

È la via di Maria, ai piedi della croce, che avrebbe dato mille volte sé stessa per stare al posto del Figlio ed è fonte perfetta di cooperazione e, non oso dirlo, per Lui e solo grazie a Lui, di co-redenzione in Lui, unico Redentore.

Pieffe