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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Anche se il mondo moderno parla della speranza in termini di progresso e giustizia sociale, questi concetti sono aberrazioni “disumane” del vero significato della virtù teologica, afferma padre James Schall.

In questa intervista rilasciata a ZENIT, il professore gesuita e filosofo politico presso la Georgetown University parla di come Benedetto XVI, nella sua Enciclica “Spe salvi”, mostri che senza Dio la realizzazione e la felicità umane non sono possibili.

Perché ritiene questa considerazione della virtù teologica della speranza particolarmente opportuna?

Padre Schall: Dovremmo affrontare la questione brevemente, ma con un po' di ironia, dicendo che il mondo secolare è pieno di “speranza”. Le origini o le implicazioni intellettuali delle idee che usa per la speranza, tuttavia, non sono più riconosciute. Le parole moderne usate al posto del termine speranza sono “progresso”, o “rendere il mondo sicuro per la democrazia”, “giustizia sociale” o sradicamento “scientifico” della sofferenza e del male. Il background teologico per questa “secolarizzazione” della speranza viene, tra gli altri, da Gioacchino da Fiore e da Francesco Bacone. Continua su ZENIT