La voce di un Dio amico dell'uomo - "Dio di pace e non di violenza, di
libertà e non di costrizione, di concordia e non di discordia" - deve
tornare a "risuonare gioiosamente sotto i cieli dell'Europa". Una voce
che per Benedetto XVI non va profanata o asservita a fini impropri, ma
proclamata come "parola santa" capace di rispondere compiutamente
"all'anelito di pienezza" iscritto nel cuore degli uomini di ogni
tempo.
La seconda giornata del viaggio in Spagna - conclusosi domenica
sera, 7 novembre, con il rientro in Vaticano - dà al Papa l'occasione
per riaffermare che non c'è separazione o contraddizione tra il
riconoscimento della verità di Dio e la difesa della dignità dell'uomo.
"Non si può dar culto a Dio senza proteggere l'uomo suo figlio - aveva
ricordato già sabato sera prima di lasciare Santiago de Compostela - e
non si serve l'uomo senza chiedersi chi è suo Padre e rispondere alla
domanda su di lui". Da qui l'invito - rilanciato domenica mattina
durante la messa a Barcellona per la dedicazione della Sagrada Familia
- a "superare la scissione tra coscienza umana e coscienza cristiana,
tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna,
tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza".
Un compito al quale già alla fine dell'Ottocento Antoni Gaudí
aveva consacrato il suo genio creativo cristiano. Di lui il Pontefice
ha riletto "il miracolo architettonico" della maestosa cattedrale come
espressione di una bellezza che ancora oggi rappresenta "la grande
necessità dell'uomo". In essa infatti - ha spiegato - c'è "la radice
dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra
speranza": una bellezza rivelatrice di Dio - ha aggiunto - e dunque
"pura gratuità" che "invita alla libertà e strappa dall'egoismo".
Presentando il volto autentico di Cristo, "la pietra che sostiene
il peso del mondo", la Chiesa al tempo stesso "invita gli uomini "a
essere amici di Dio". Per questo - ha assicurato Benedetto XVI - non si
sottrae all'incontro con la laicità e guarda con attenzione cordiale
gli sviluppi della scienza, della tecnologia, della cultura. Anche se -
ha ricordato - "si oppone a qualsiasi forma di negazione della vita" e
invoca perciò misure di sostegno concreto alle donne, alla famiglia,
alla natalità. "È esigenza dell'essere umano che i nuovi sviluppi
tecnologici nel campo medico non vadano mai a detrimento del rispetto
per la vita e la dignità umana" ha ribadito visitando l'istituto Obra
Nen Déu e chiedendo espressamente che "le persone con disabilità
possano occupare il loro giusto posto nella società e non siano
emarginate a causa delle loro limitazioni". La solidarietà e il
servizio verso tutti - ha confermato al momento della partenza -
nascono quando gli uomini, al di là delle differenze etniche e
geografiche, riscoprono il "linguaggio comune" del Vangelo di Cristo,
che "contribuisce a creare una società più degna dell'uomo". Impegno,
questo, affidato all'Europa e, in particolare, alla Spagna, dalla quale
il Papa si è congedato con un "arrivederci" dando appuntamento a
Madrid, dove il prossimo anno si celebrerà la Giornata mondiale della
gioventù.
(©L'Osservatore Romano - 8-9 novembre 2010)