Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Non un rifiuto ma un ritardo giustificato dalla necessità di valutare meglio la questione estone. La Conferenza della Chiese europee (Kek), attraverso il suo presidente, Jean-Arnold de Clermont, ha replicato così alla decisione della Chiesa ortodossa russa di sospendere la sua partecipazione alla Conferenza, a seguito del mancato esame della pratica relativa all'adesione della Chiesa ortodossa estone, la Chiesa autogovernata ma all'interno del patriarcato di Mosca. La Kek aveva invece già approvato la richiesta di adesione della Chiesa ortodossa di Estonia, del patriarcato di Costantinopoli. Una differenza di trattamento che non è stata gradita appunto da Mosca. L'11 ottobre scorso, alla fine dell'incontro della Commissione centrale della Conferenza delle Chiese europee a Cipro, il rappresentante della Chiesa ortodossa russa, l'arciprete Vsevolod Chaplin, ha così annunciato la decisione della sua Chiesa di sospendere la partecipazione al Kek, sottolineando come nel 2007 la stessa Commissione centrale aveva accettato l'adesione della Chiesa ortodossa di Estonia, come parte di una risoluzione che impegnava anche a decidere sulla domanda di adesione da parte della Chiesa ortodossa estone del patriarcato di Mosca. "La Conferenza delle Chiese europee - ha dichiarato il presidente del Kek, il reverendo Jean-Arnold de Clermont - esprime profondo rammarico per la decisione del patriarcato di Mosca di sospendere la sua partecipazione alla vita e ai lavori della Kek. Questa decisione in nessun modo riflette il lavoro portato avanti dalla Commissione centrale durante i suoi incontri a Cipro. La Commissione centrale ha chiaramente espresso il suo desiderio di favorire l'amicizia ecumenica in Estonia e il riavvicinamento delle due Chiese ortodosse, che sono già membri del Consiglio estone delle Chiese. Comunque la Commissione centrale della Kek non ha fatto altro che constatare la necessità che i due patriarcati di Costantinopoli e Mosca addivengano a un accordo accettabile da ambo le parti. La Commissione centrale ha perciò dovuto differire la sua decisione, sperando caldamente di essere in grado di dare una risposta alla richiesta della Chiesa estone ortodossa-Patriarcato di Mosca prima dell'assemblea della Kek a Lione nel luglio 2009. La presidenza della Kek, che si riunisce il prossimo febbraio, dovrebbe essere in grado di prendere nota dei progressi nella ricerca di una soluzione con l'accordo del patriarcato di Mosca".
La decisione di Mosca, aveva invece affermato l'arciprete Vsevolod Chaplin, vicepresidente del Dipartimento del patriarcato di Mosca per le relazioni esterne della Chiesa, è "motivata dalla latente riluttanza a dispetto della Costituzione e delle regole della Kek, di prendere in considerazione la domanda di adesione da parte della Chiesa estone ortodossa, la quale è una Chiesa autogovernata all'interno della struttura del patriarcato di Mosca. Nel novembre 2007 - ha ricordato l'arciprete - la Commissione centrale aveva dato parere favorevole alla domanda di adesione da parte della "Chiesa ortodossa apostolica estone" che è parte del patriarcato di Costantinopoli. Nella risoluzione della Commissione centrale della Kek si affermava che dal momento che la Chiesa ortodossa estone aveva presentato domanda di adesione, la Commissione centrale chiedeva al Segretario generale di esaminare se questa Chiesa fosse conforme ai criteri di partecipazione alla Kek e in accordo con l'effettiva procedura di preparare una raccomandazione da esaminare nel 2008. Nell'aprile del 2008 una delegazione ha visitato l'Estonia e ha incontrato il primate della Chiesa ortodossa estone, il metropolita Kornily di Tallinn e di tutta l'Estonia, così come il clero della sua Chiesa e rappresentanti delle altre Chiese in Estonia. Durante questi incontri - ha affermato ancora l'arciprete - la conformità di questa Chiesa ai criteri richiesti per la partecipazione è stata accertata e una raccomandazione è stata fatta per ammetterla alla Conferenza, come confermato da una relazione sulla visita presentata nel recente incontro della Commissione centrale della Kek. Altre Chiese in Estonia e il Consiglio delle Chiese in quel Paese erano allo stesso modo favorevoli all'adesione di questa Chiesa alla Kek. La raccomandazione ad ammettere la Chiesa ortodossa estone è stata fatta sulla base della relazione sulla visita della delegazione e del Segretario generale della Kek, Colin Williams. Nonostante ciò, durante il recente incontro della Commissione centrale, il presidente, reverendo Jean-Arnold de Clermont, con l'appoggio di rappresentanti del patriarcato di Costantinopoli hanno fatto reiterati tentativi di differire la discussione circa la domanda di adesione della Chiesa ortodossa estone. È stato argomentato che lo status della giurisdizione ortodossa in Estonia non è stato fissato fra il patriarcato di Mosca e di Costantinopoli. Tale questione comunque non ha nulla a che fare con la discussione sulla richiesta di adesione da parte della Chiesa ortodossa estone dal momento che il solo criterio per rifiutarsi di accettare una Chiesa è la mancanza dei requisiti richiesti. Il desiderio di ottenere il consenso di tutti i membri della Kek ha fornito un'ulteriore ragione per rinviare ogni considerazione in merito. In ogni caso, questa domanda di consenso non è stata esposta, considerando che la domanda della Chiesa ortodossa di Estonia e la delegazione ortodossa russa hanno dovuto astenersi dal voto a causa del fatto che i leader di questa Chiesa si erano accordati su dichiarazioni e azioni ostili nei confronti della Chiesa ortodossa estone".
Secondo quanto afferma il patriarcato di Mosca, il voto sull'adesione della Chiesa ortodossa estone alla Kek è stata rimandata fino all'ultimo giorno di lavoro della Commissione centrale, quando molti dei suoi membri erano già assenti. I delegati, sostiene Mosca, del patriarcato di Costantinopoli e di altre Chiese greche, hanno lasciato dimostrativamente la riunione:  "Il risultato è stato che non si è raggiunto il quorum per votare. Il rifiuto di considerare in modo appropriato la domanda di adesione della Chiesa ortodossa estone da parte dell'unico organismo della Kek che ne ha il potere, vale a dire la Commissione centrale, ha condotto a una situazione nella quale la partecipazione di questa Chiesa all'assemblea di Lione nel 2009 è impossibile. In relazione a ciò, in solidarietà con i nostri fratelli e sorelle ortodossi, la Chiesa ortodossa russa ha deciso di sospendere la sua partecipazione alla Kek fino al momento in cui l'adesione della Chiesa ortodossa estone  a  questa  organizzazione  sia  garantita".
Pur sospendendo la sua partecipazione alla Kek, tuttavia, la Chiesa ortodossa russa "afferma il suo desiderio di continuare a sviluppare buone relazioni con le Chiese membro della Kek, alla ricerca di sforzi congiunti nella promozione e nell'affermazione dei valori cristiani nella vita dell'Europa di oggi".
di Marco Bellizi
(©L'Osservatore Romano - 16 ottobre 2008)