Il mese di febbraio di ogni anno è dedicato allo Spirito Santo. Rimane opportuno dedicare una piccola ma pregnante riflessione per cogliere, proprio in questo mese, i suoi preziosi doni (vd anche Cammino su i sette doni dello Spirito Santo).Dal Catechismo di san Pio X (n° 24) abbiamo una sintesi preziosa su ciò che è il Peccato contro lo Spirito Santo:
1.Disperare della salvezza;
2.Presumere di salvarsi senza merito;
3.Impugnare la verità conosciuta;
4.Invidiare la grazia altrui;
5.Ostinarsi nei peccati;
6.Restare impenitenti fino alla fine.
A questa sintesi ci permettiamo di aggiungerne un settimo o, se vogliamo, un punto primo che, ci pare riassuma correttamente non solo i sei elencati ma ne centri il senso biblico ed evangelico profondo:
7. Negare l'Incarnazione
Negare l'opera più mirabile dello Spirito Santo, l'incontro tra la natura stessa di Dio e la natura umana, che è al contempo evento e persona, in Cristo, è, senza alcun dubbio, la Bestemmia contro lo Spirito Santo e la negazione del suo prezioso agire.
L'Incarnazione infatti, iniziata dal concepimento di Nazareth, non si esaurisce in quello straordinario evento ma si completa in Cristo Gesù e nella Sua carne che è la Chiesa.
Per tale motivo negare questa "santa operazione" rimane, di fatto, negare non solo l'esemplarità nascosta nei Cieli in Cristo e a noi rivelata in Lui (Ef. 1,1ss; Col. 3,1ss) ma anche negare tutta l'azione che da Lui procede per la Chiesa che è la stessa opera continua dello Spirito Santo, nella storia, a partire dall'ora nona di Pentecoste.
Questo ha per noi conseguenze teologiche, pastorali e parenetiche ben chiare di cui non basterebbero milioni di pagine per narrarle ma che ci immette nell'unica dignità umile a noi possibile, quella dell'Ascolto.
L'Incarnazione, infatti, dal punto di vista dell'uomo, comincia dall'accogliere lo Shemà, l'Ascolta Israele.
Così è iniziata la Salvezza. Così è iniziata per Maria, a Nazareth.
Così inizia ogni istante in cui ci facciamo attenti Ascoltatori dello Spirito Santo e dei suoi preziosi e delicati e scardinanti sussurri, nella Chiesa e per la Chiesa. Qui comincia e permane la Salvezza che Cristo Gesù, frutto eccelso dello Spirito del Signore, ha portato.
Come ricorda San Tommaso, citato nella Dominum et Vivificantem di San Giovanni Paolo II:
il Peccato contro lo Spirito Santo è «irremissibile secondo la sua natura, in quanto esclude quegli elementi, grazie ai quali avviene la remissione dei peccati» (S. Tommaso d'Aquino, Summa Theol. IIa-IIac, q. 14, 4. 3; S. Agostino, Epist. 185, 11,48-49; S. Bonaventura, Comment. in Evang. S. Luca cap. XIV, 15-16: Ad Claras Acqua, VII, 314s).
L'elemento che porta o che esclude alla Salvezza è proprio l'Incarnazione e la sua umile accoglienza, che è la gemma del Pensiero di Dio ed il senso profondo della Creazione e della Redenzione stessa.
È istanza necessaria alla Ragione per ben ragionare e comprendere sé stessa ed il reale. Senza l'Incarnazione l'uomo rimane insvelabile e permane nel peccato che conduce alla morte seconda.
Per tale motivo l'Ascolto, come dicevamo, rimane la massima dignità possibile per l'uomo e il mezzo necessario per cogliere le Sante operazioni dello Spirito Santo. Il suo vificante, scardinante sussurro, carico di bellezza.
PiEffe
Catechismo Maggiore di San Pio X
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Catechismo Maggiore di San Pio X