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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
collemaggio2L’AQUILA, 21. «Questa chiesa compare tra i cromosomi culturali e religiosi che costituiscono il “patrimonio genetico” della città». Sono parole dell’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, pronunciate ieri in occasione della riapertura al culto della basilica di Santa Maria di Collemaggio, gravemente danneggiata dal sisma che il 6 aprile 2009 colpì l’Abruzzo.
Durante la celebrazione sono anche rientrate nell’edificio sacro le spoglie di Papa Celestino V , il pontefice del “gran rifiuto” che ne volle la costruzione e dove fu incoronato il 29 agosto 1294. Fu lui a istituire, un mese dopo, il primo giubileo della cristianità, che si celebra ogni anno nel capoluogo abruzzese con il nome di Perdonanza celestiniana. E sull’urna di san Celestino, nella sua visita alla città terremotata, il 28 aprile 2009, Benedetto XVI lasciò il suo pallio. L’arcivescovo si è augurato che «la fattiva e lungimirante capacità manageriale, dimostrata nel restauro di questa chiesa, sia trasferita anche nella ricostruzione del duomo».

© Osservatore Romano - 22 dicembre 2017