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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

Ave MariaP. Pietro Messa, ofm

La preghiera "Ave Maria" è accanto al "Padre nostro" l'invocazione di coloro che sono in cammino tra le prove della vita e le consolazioni del Signore.
L'attestazione più antica della sua formulazione completa si trova nel libro delle preghiere del beato francescano Antonio da Stroncone (1381-1461) e per questo il convento del suo paese natale è denominato anche "Casa dell'Ave Maria".
Il testo originale è in latino, composto di 31 parole e precisamente 15 nella prima parte e 15 nella seconda con al centro il nome "Gesù". Questo per indicare che se la preghiera è rivolta a Maria il centro è sempre suo figlio, il Verbo fatto carne nel suo grembo per opera dello Spirito Santo.

Riguardo alla paternità di tale preghiera importante è ricordare che nel Medioevo e anche ai tempi del beato Antonio la nozione di autore era ben diversa che per noi oggi.
Ad esempio Francesco d'Assisi è considerato autore sia dei suoi autografi, sia di ciò che dettava, sia degli appunti che prendevano quando parlava e persino di ciò che hanno scritto poco dopo la morte mettendo per iscritto quanto avevano udito negli ultimi momenti della sua vita. 
E così anche per Chiara d'Assisi, Bernardino da Siena e altri ancora.

Considerando tutto ciò non è senza ragione che molti raggiungono in pellegrinaggio Stroncone per ripetere con semplicità la preghiera della Chiesa pellegrinante.


Per un approfondimento cfr. 

Giovanni M. Boccali, Il Libricto del beato Antonio conservato a San Damiano. Studio e edizione integrale, in Il beato Antonio da Stroncone. Atti delle giornate di studio. Stroncone, I, Edizioni Porziuncola, Assisi 1993, pp. 87-161.

Giancarlo Rosati, L'Ave Maria e i francescani, in Il beato Antonio da Stroncone. Atti delle giornate di studio. Stroncone, III, Edizioni Porziuncola, Assisi 1999, p. 117-125.

 pdfRosati_LAve_Maria_e_i_francescani.pdf