Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

fondamentaSulla visione politica (e non solo) cadiamo sovente in due inganni. Da conoscere e snidare.

Il nemico ama disporre a due polarità, entrambe sbagliate.

O alla eccessiva fiducia nell'uomo e nelle sue capacità o a negarle con un pessimismo di fondo che negano, di fatto, la morale naturale. Sono entrambi dei "distrattori" e una sorte di misconoscimento dell'incarnazione.

 

Nel primo caso si pensa che la politica salvi l’uomo.
È rischio che nasce dalla ferita originale: “diamoci un nome!” (Gen. 11). In questo errore, con diversi aspetti, cadono sia la sinistra che la destra con modalità diverse e diametralmente opposte ma similari negli antecedenti.

Nella seconda polarità il nemico sostiene che l’uomo sia “salvabile” solo dalla religione.
È il rischio della visione protestante che ha una radicale sfiducia nella ragione e sostiene una corruzione totale dell’uomo. In definitiva è un errore che deforma la visione cristocentrica e paradigmatica presente in Ef. 1,1 ss ed anche in nei primi capitoli della Genesi.
Paradossalmente questa visione crea delle dicotomie che aprono al "selfismo" e a ricadere nel primo inganno. Ed allora affermiamo: "Su questa terra mi salva o l'economia o il potere".

La via cattolica, invece, quella dell’et-et, riconosce che l’uomo è ferito, non corrotto, e che l’ambito ampio della politica (che non è solo quello dei partiti) è ambito quotidiano. Da come vivi le relazioni, all’educazione civica, a come ti relazioni sui social, da come guidi la macchina, rispetti la parola data, da come fai la fila alla posta.

A volte l’uomo è terribilmente ferito ma comunque sanabile da due modalità che hanno ambito proprio e correlato. Quello dei preambula e quello dell’annuncio.
Necessari entrambi con una dignità propria e strettamente legati dal volto di Cristo.

Tutto il magistero di San Giovanni Paolo II e la sua visione antropologica, da buon cultore di antropologia filosofica, si basa su questo rispolveramento. Che poi non è altro che la dottrina della Chiesa. Mater et magistra.

Anche papa Francesco quando ricorda che l’aborto, ad esempio, va affrontato sul piano della ragione, non fa altro che ricordare che la Chiesa ha fiducia nella capacità della ragione di ragionare bene se sostenuta naturalmente e anche, nell’ambito proprio, soprannaturalmente.
Lo stesso quando il Santo Padre richiama l’adagio di San Paolo VI sulla politica come via di carità. Stessa visione è necessaria per il dialogo interreligioso. Non è semplice e il cammino è lungo.
Se infatti vivi in mezzo ai cannibali è difficile far emergere i “semina verbi”. Occorrono secoli di semina, di martirio, di pazienza e ovviamente anche di Kerygma.
Ed il dialogo non è funzionale a sé stesso ma un mezzo per l'umanizzazione e la trascendenza. Per la salvezza intiera dell'uomo, secondo il Vangelo.

È errato parlare di politici cattolici (si ricade nell’errore della teologia politica, di sinistra o di destra), più adeguato il parlare di cattolici (cioè uomini e donne, pienamente umani e laici) in politica.
Ecco perché la formazione umana sostiene e prepara a quella soprannaturale e quella soprannaturale illumina e irrobustisce quella umana. Non occorre trascurare né l’una né l’altra qualunque sia il tuo ruolo nella “polis”. Specie se hai la chiamata (parlo di chiamata!) di servire la polis in un partito.
In tal caso, ricorda la tua chiamata, e il necessario aplomb di mortificare anche il lecito per il rispetto delle Istituzioni che rappresenti. Senza rincorrere vanità o modalità mondane che deformano te ed il tuo servizio.

Così è per un insegnante, per un medico, se stai allo sportello di un ufficio, se hai un negozio, se sei giornalista, opinionista, per un militante in un partito politico e ovviamente, soprattutto, anche per un genitore.
Anche il genitore, che ha chiamata naturale, ha una chiamata politica e di altissimo livello spirituale, mistico.

Paul Freeman