«Con cuore di padre: così Giuseppe ha amato Gesù, chiamato in tutti e quattro i Vangeli “il figlio di Giuseppe”». Così inizia la sorprendente lettera apostolica di Papa Francesco: sorprendente in quanto inattesa e ancora di più perché svela un modo (anche questo inatteso, direi inedito) di affrontare le problematiche che affliggono l’umanità oggi. «Dici davvero?!», uno potrebbe esclamare, diffidente. Vediamo. In filigrana, lungo la lettera, compaiono le sfide (e le afflizioni) che tormentano l’oggi: la pandemia, la disoccupazione, le fragilità familiari, i migranti/rifugiati; i problemi dell’educazione, quelli dell’avidità e della corruzione; gli abusi di ogni tipo... E come risponde il Papa? Risponde presentando un volto, un uomo concreto — di carne, ossa, terriccio — una figura umile, forte, tenera, casta e fiduciosa: un uomo spossessato e affidabile, un lavoratore (e sognatore) responsabile e creativo. Un modesto maschio ebreo, silenzioso e fattivo. Se Giovanni il Battista è la Voce che annunzia la Parola, Giuseppe è il Silenzio nel quale si forma la Parola, Gesù, come diceva la grande poetessa messicana, sor Juana Inés de la Cruz.
Leggi su Osservatoreromano.va
FromWeb: Il volto di un padre
- Details
- Hits: 824