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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

gesu-perla-di-maria"In queste settimane prima di Natale siamo tutti molto occupati con la preparazione delle feste, ma non vogliamo dimenticare quello che è il motivo della festa:  è il nostro Signore. Riprendiamoci un po' di tempo, come avete fatto oggi, per essere con il Signore. Così la gioia diventa più grande e il vero dono di Natale è Lui stesso, che si è donato a noi". Con queste parole, improvvisate dal sagrato della nuovissima chiesa parrocchiale - inaugurata appena venti mesi fa - Benedetto XVI si è congedato domenica mattina, 12 dicembre, dalla comunità di San Massimiliano Kolbe a Prato Fiorito, nell'estrema periferia orientale di Roma.
Nella terza domenica d'Avvento - com'è ormai consuetudine - il Papa si è recato in visita in una parrocchia romana. "Grazie - ha detto ancora prima di lasciare la chiesa di San Massimiliano Kolbe - per questa accoglienza così calorosa. Sento proprio il cuore cattolico. Cerchiamo di essere vicini e di capire la bellezza di Dio che ci conosce ed è con noi".
A Prato Fiorito il Papa era stato accolto dal cardinale vicario Agostino Vallini, dall'ausiliare per il settore pastorale Est, il vescovo Giuseppe Marciante, dal parroco, don Slawomir Skwierzynski - che poi hanno concelebrato con lui - e da numerosi fedeli, presenti nonostante il freddo pungente. Lo accompagnavano l'arcivescovo Harvey, prefetto della Casa pontificia, il vescovo De Nicolò, reggente della prefettura, il segretario particolare monsignor Gänswein, il medico personale Polisca e il direttore del nostro giornale.
Dopo aver salutato alcuni ammalati e un gruppo di bambini, Benedetto XVI è entrato in sagrestia per vestire i paramenti, che nella domenica Gaudete hanno un caratteristico colore rosaceo.
Quindi ha presieduto la celebrazione assistito da monsignor Guido Marini nell'aula liturgica in cui sono ben visibili le idee teologiche care al Cammino neocatecumenale, tanto che i dipinti dietro l'altare sono stati realizzati dal fondatore Kiko Argüello.
All'inizio il parroco ha salutato Benedetto XVI a nome di tutti i presenti. "Mi sento un po' a disagio nel parlare - ha confidato - perché sono soltanto all'inizio del quarto mese del mio ministero. Il mio servizio si inserisce - ha aggiunto - in un cammino iniziato e portato avanti, prima di me, con grande generosità da altri sacerdoti che mi hanno preceduto. Con umiltà mi sono inserito nel lavoro già avviato, raccogliendo i frutti della loro fatica e guardando avanti con speranza e fiducia. Insieme alla comunità siamo impegnati a imitare il nostro santo patrono Massimiliano Kolbe", che è ritratto in un dipinto della chiesa con la tenuta del lager di Auschwitz e il numero di matricola p16670. "Dio ha dato a questa comunità tanti talenti - ha detto presentando le varie realtà parrocchiali - e ha arricchito ciascuno di un cuore generoso". Inoltre - ha proseguito - "ogni giovedì viviamo un momento di adorazione eucaristica pregando per lei, Santità, per la Chiesa e per nuove e sante vocazioni. Infine si svolgono anche numerose altre attività di formazione umana e culturale".
Verso mezzogiorno il Pontefice è rientrato in Vaticano per l'Angelus, al quale erano presenti numerosi bambini del Centro oratori romani per la tradizionale benedizione delle statuine dei bambinelli dei presepi allestiti in famiglie, scuole e parrocchie. Dopo aver partecipato alla messa celebrata in San Pietro dal cardinale Comastri, duemila piccoli, con genitori e educatori, si sono poi trasferiti in Piazza per la recita della preghiera mariana con Benedetto XVI.


(©L'Osservatore Romano - 13-14 dicembre 2010)