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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

Neri di bicci attribuzione tavoletta con cristogramma lasciata da san bernardino dopo una sua predicazione a pratomedia

Buongiorno. Nel mese di gennaio (e non solo il 20 maggio) la Chiesa ci pone l’attenzione al Nome soave di Gesù. San Bernardino da Siena, discepolo di Santo Francesco più di un secolo dopo, grande canonista, predicatore instancabile con linguaggio popolare talvolta crudo e verace, fustigatore dell’usura e protettore del lavoro “imprenditore” onesto è stato anche patrono dei pubblicitari.

Ed infatti così ci dicono le Fonti Francescane:

Dalla Vita prima di san Francesco di fra Tommaso da Celano (FF 522, 470) – I frati che vissero con frate Francesco sanno molto bene come ogni giorno, anzi ogni momento, affiorasse sulle sue labbra il ricordo di Cristo; con quanta soavità e dolcezza gli parlava, con quale tenero amore discorreva con lui. La bocca parlava per l’abbondanza dei santi affetti del cuore, e quella sorgente di illuminato amore che lo riempiva dentro, traboccava anche di fuori. Era davvero molto occupato con Gesù. Gesù portava sempre nel cuore, Gesù sulle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra. Spesso, quando voleva nominare Cristo Gesù infervorato di amore celeste lo chiamava «il Bambino di Betlemme», e quel nome «Betlemme» lo pronunciava riempiendosi la bocca di voce e ancor più di tenero affetto, producendo un suono come belato di pecora. E ogni volta che diceva «Bambino di Betlemme» o «Gesù», passava la lingua sulle labbra, quasi a gustare e trattenere tutta la dolcezza di quelle parole.

Così scrive San Bernardino:

Dall'opera sul «Vangelo eterno» di san Bernardino da  Siena

(Sermone 49, art. 1 - Opera Omnia, IV, pp. 495 ss).

Il Nome santissimo dagli antichi Patriarchi e Padri fu desiderato, con tanta ansietà aspettato, con tanti sospiri, con tante lagrime invocato, ma nel tempo della grazia misericordiosamente è stato donato. Scompaia il nome dell'umana sapienza, non si senta nome della vendetta, rimanga il nome della giustizia. Donaci il nome della misericordia, risuoni il nome di Gesù nelle mie orecchie, poiché allora veramente la tua voce è dolce e grazioso il tuo volto.
 
Grande fondamento della fede pertanto è il Nome di Gesù, per il quale siamo fatti figli di Dio. La fede della religione cattolica consiste nella conoscenza e nella luce di Gesù Cristo; che è illuminazione dell’uomo, porta della vita, fondamento della salute eterna. Se qualcuno non lo ha o lo ha abbandonato, è come se camminasse senza luce nelle tenebre e per luoghi pericolosi ad occhi chiusi; e sebbene splenda il lume della ragione, segue una guida cieca quando segue il proprio intelletto per capire i segreti celesti, come colui che intraprenda la costruzione della casa senza curarsi del fondamento, oppure, non avendo costruita la porta, cerca poi di entrare per il tetto.

Questo fondamento è Gesù, porta e luce che, mostrandosi agli erranti, indicò a tutti la luce della fede per la quale è possibile ricercare il Dio sconosciuto, e ricercandolo credere, e credendo trovarlo. Questo fondamento sostiene la Chiesa fondata nel Nome di Gesù.
Il Nome di Gesù è luce ai predicatori, poiché fa luminosamente risplendere, annunciare e udire la sua parola. Da dove credi che provenga tanta improvvisa e fervida luce di fede in tutta la terra, se non dalla predicazione del Nome di Gesù? Forse che Dio non ci ha chiamati all'ammirabile sua luce attraverso la luce e la dolcezza di questo Nome? A coloro che sono illuminati e che vedono in questa luce, giustamente l'Apostolo dice: «Una volta eravate tenebre, ora siete luce nel Signore: camminate dunque quali figli della luce».
 
O nome glorioso, o nome grazioso, o nome amoroso e virtuoso! Per mezzo tuo vengono perdonate le colpe, per mezzo tuo vengono sconfitti i nemici, per te i malati vengono liberati, per te coloro che soffrono sono irrobustiti e gioiscono! Tu onore dei credenti, maestro dei predicatori, forza di coloro che operano, tu sostegno dei deboli! I desideri si accendono per il tuo calore e ardore di fuoco, si inebriano le anime contemplative e per te le anime trionfanti sono glorificate nel cielo: con le quali, o dolcissimo Gesù, per questo tuo santissimo Nome, fa' che possiamo anche noi regnare. Amen!

E Pertanto San Bernardino si inventò il trigramma di cui l’Immagine allegata.Ricorda Wikipedia:

Nelle sue prediche insisteva sulla devozione al Santissimo Nome di Gesù. Si ritiene che grazie a lui il Cristogramma JHS sia entrato nell'uso iconografico comune e sia divenuto familiare alla gente. Infatti, ai fedeli che ascoltavano le sue prediche venivano fatte baciare delle tavolette di legno incise con il monogramma JHS sormontato da un Crocifisso e attorniato da un sole. Il simbolo disegnato sulle tavolette: un sole d'oro in campo azzurro,[1] al centro del cerchio del sole le tre lettere JHS. Il sole ha dodici raggi che san Bernardino, in relazione al nome Gesù così descrive usando la dimensione qualitativa del numero 12 tipica della Bibbia:

  • I Rifugio dei peccatori
  • II Vessillo dei combattenti
  • III Medicina degli infermi
  • IV Sollievo dei sofferenti
  • V Onore dei credenti
  • VI Splendore degli evangelizzanti
  • VII Mercede degli operanti
  • VIII Soccorso dei deboli
  • IX Sospiro di quelli che meditano
  • X Aiuto dei supplicanti
  • XI Debolezza di chi contempla
  • XII Gloria dei trionfanti

L'uso di baciare un simbolo religioso durante la celebrazione era diffuso nel Medioevo; il simbolo religioso, solitamente la croce, rappresentava la pace e come tale veniva presentato. San Bernardino offriva alla vista e al tatto un nuovo gesto di vera devozione: il Nome Santissimo e soave di Gesù, salvatore dell’uomo.

E un augurio a latere a coloro che servono e vivono nella città in Lucrezia e Cartoceto (Provincia di Pesaro Urbino), per non dimenticare le radici del patrono.

Paul Freeman

-> VD anche

«Dal sorgere del sole al suo tramonto sia lodato il nome del Signore» (Sl. 112,3)

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Se la felicità ha il nome di Gesù