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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
passione di Cristo perversione del bene
Tutte le volte che il nostro cuore si ripiega su di sé, con quella mistica fasulla e lussuriosa del politicamente corretto o del manicheismo, manca di discernimento. In entrambi i casi sono due facce della stessa falsa moneta.
Il discernimento intelligente, scientifico e nello Spirito, ci aiuta non solo a riconoscere il Bene e i semi di Bene presenti, persino in situazioni ambigue e talvolta immonde, ma anche a chiamare le cose per nome, il male come male e il Bene come Bene, perché
“Guai a coloro che chiamano
bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.” (Is. 5,20)
Ora dietro affermazioni solipsistiche di maternità distorta che nega la paternità e che cosifica la paternità, con le affermazioni e le scelte, in un miasmo escremenziale dell’io che si nutre dell’io, non c’è solo un abbrutimento del Bello e del Bene, di quel “meravigliosamente compiuto”
טוֹב מְאוֹד (tov meod)
che provoca il gaudio di Dio.
Ma c’è una certa defraudazione della creatura che vuole scimmiottare il Creatore negando l’evidenza del sue essere creatura, dono di bene dal Bene per il Bene. È vanità e stoltezza.
Se c’è una “persona alla maniera di una non persona” c’è anche una “maternità alla maniera di una non maternità” (vd qui e qui) e così, da altra parte, anche una “paternità alla maniera di una non paternità”.
Siamo abilissimi a pervertire il Bene tanto da apparire, davanti agli angeli e ai santi, non solo scrofe che si avvoltolano nel fango (2Pt. 2,22) ma perlomeno ridicoli.

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Ringraziamo l’ispirazione che ha nutrito il genio di Mel Gibson con quella scena potente e plastica di esplicitazione della perversione durante la flagellazione di Cristo con Rosalinda Celentano e Davide Marotta.