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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

Pietro e GesuDopo il transito di Papa Francesco nel seno del Padre, transito per il quale continuiamo a pregare, è partita la macchina mediatica sull’elezione del nuovo Pontefice che coinvolge tutti, ma proprio tutti i media e i social media. Quelli non cattolici, quelli di ispirazione cattolica e quelli spiccatamente cattolici.

Non si evince da nessuno, purtroppo, che tale evento è sostanzialmente un evento pneumatico e non riguarda né la conquista degli spazi e neanche l’avvio di processi, né il consolidamento di processi già avviati ma la concretizzazione della volontà dello Spirito Santo. La macchina mediatica è sostanzialmente un distrattore.

Il mondo non ha bisogno di una Chiesa mondana. La Chiesa non segue i tempi, non è indietro ai mondani ritmi né li precede ma segue dei tempi propri, che sono quelli di Dio. In questi ritmi nello Spirito e dello Spirito c’è la salvezza per ogni uomo e per il mondo; così si concretizza il duplice ed inestricabile movimento di Kenosi e Trascendenza. Solo così si parla al cuore dell'uomo. Questa dovrebbe essere la nostra prima preoccupazione e il nostro fondamentale desiderio. Non ci sono successori di Papa Francesco ma successori di Pietro, non ci sono porte aperte da conservare o spalancare e porte chiuse da mantenere tali, ma porte e spiragli che Dio desidera nella storia per il Bene dell’uomo, di ciascuno uomo e per il Bene della Chiesa. Noi balbettiamo e sovente sparliamo.

Le interviste e i personali desiderata di prelati, Vescovi e Cardinali sono, talvolta, apprezzabili ma purtroppo spesso distraenti da questo evento pneumatico. Più che esprimere un desiderata, una visione o una intuizione un Cardinale dovrebbe dire, intimamente prostrato: “spero ardentemente che lo Spirito doni ciò che serve alla Chiesa e all’umanità e che possa limitare i danni della nostra povera e piccina umanità”, tout court. Perché si veda a chi appartieni e smetti di rubare per i filatteri e le frange.

In questa prostrazione ed umile resa tutta la Chiesa è chiamata ad alzare le mani al Cielo e a digiunare perché Dio compia e guarisca l’umanità imperfetta con la Grazia battesimale e la Grazia di stato. Perché tutti siamo responsabili di tutti e di ciascuno, anche del nuovo Pietro. Dopo la prostrazione, e solo allora, può venire la formazione e l’informazione. La prostrazione è decisiva perché l’evento pneumatico si dispieghi senza troppe resistenze.

Più Pietro guarderà Cristo e più rifletterà Cristo; più Pietro sarà di Cristo più sarà utile alla Chiesa e al mondo. Altrove c’è solo vanità e pruriti, di cui è bene non essere complici.

Non dobbiamo poi stupirci delle cafonate della Casa Bianca quando noi abbiamo depauperato le midolla effettive, affettive e simboliche del dono di Pietro con il chiacchiericcio e le mondanità spirituali e spiritualizzate.

Ci ammoniva e ci ammonisce il Signore Gesù: "Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»" (Mc. 10,42-45)

Facciamo nostre le parole donate per il profeta Aggeo: “Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? … Facevate assegnamento sul molto e venne il poco: ciò che portavate in casa io lo disperdevo. E perché? - dice il Signore degli eserciti -. Perché la mia casa è in rovina, mentre ognuno di voi si dà premura per la propria casa. … Coraggio, popolo tutto del paese, dice il Signore, e al lavoro, perché io sono con voi - oracolo del Signore degli eserciti - secondo la parola dell'alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall'Egitto; il mio spirito sarà con voi, non temete.” (Ag. 1,4.9; 2,4-5)

Dunque tutti, come possiamo, preghiamo e digiuniamo, specie dai discorsi inutili, e leviamo al Cielo suppliche con le parole di Abramo: “Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Israele, nostri padri, custodisci questo desiderio per sempre nell'intimo del cuore del tuo popolo. Dirigi i loro cuori verso di te.” (Gen. 28,18)

Perché la venuta di Pietro in Pietro, per Cristo, dipende anche dalla tua prostrazione orante, qui ed ora.

Proprio perché tale evento non dipende da te, muovi subito il cuore del cuore affinché, sin da ora, il gorgoglìo orante non cessi e il tuo desiderio lo accompagni in una perfetta resa al Padre.

Paul Freeman