WASHINGTON, 7. Ci sono almeno cinque cose che ogni buon cattoli-co, soprattutto nel corso dell’Anno della fede, dovrebbe sapere riguar-do al Catechismo della Chiesa cattolica. È quanto sostiene, sul sito in rete dell’episcopato statunitense, Alissa Thorell, studiosa ed esperta del segretariato per l’evangelizza-zione e la catechesi. L’Anno della fede, secondo anche quanto auspicato da Benedetto XVI, deve insomma costituire l’occasione propizia per riscoprire, o scoprire, la ricchezza di un testo che costituisce uno dei frutti principali del concilio Vaticano II. E che certamente costituisce un valido strumento per irrobustire la fede nello spirito dell’impegno alla nuova evangelizzazione. Conoscerne perciò, almeno a grandi linee, il significato e la struttura costituisce, per la Thorell, come la premessa necessaria per avvicinarsi con profitto allo studio e all’a p p ro f o n d i m e n t o del Catechismo.
Il primo elemento da tenere in considerazione è dunque «l’univer-salità dell’obiettivo». Promulgato nel 1992, il Catechismo della Chiesa cattolica è il primo libro del genere dopo 450 anni. Esso rappresenta lo «sforzo compiuto dall’episcopa-to mondiale per far conoscere il contenuto della fede cattolica a tutta la Chiesa». In seguito al Vaticano II, infatti, «i vescovi hanno riconosciuto l’importanza di forni-re una più completa presentazione della fede cattolica e dei suoi inse-gnamenti ai cattolici che vivono nel mondo moderno».
Il secondo elemento è strettamente correlato al primo e riguarda «l’universalità dei contenuti». L’esperta dell’epi-scopato statunitense ricorda in proposito che il Catechismo rac-chiude la tradizione viva della Chiesa e, in questo senso, ne sot-tolinea l’importanza della sua sud-divisione in quattro sezioni: quello che i cattolici credono; come la fe-de viene trasmessa (culto e sacra-menti); come i cattolici sono chia-mati a vivere (morale); e la pre-ghiera.
Soprattutto, viene poi evidenziato — ed è il terzo punto — che il Catechismo rappresenta una «risorsa per l’educazione». Infatti, «l’obiettivo principale del Catechismo è quello di aiutare vescovi, pastori, catechisti, genitori e tutti coloro che insegnano la fede». Esso, come noto, costituisce inoltre il testo di riferimento degli episcopati per elaborare i singoli catechismi nazionali.
Il Catechismo rappresenta poi un importante «invito alla preghiera». Attingendo alla ricchezza della Chiesa (Sacra Scrittura, tradizione, magistero, vite dei santi), esso «diventa utile non solo per conoscere i contenuti della fede, ma anche per crescere nella fede attraverso la meditazione e la preghiera».
Infine, ed è il quinto punto, viene ri-cordato che il Catechismo è un li-bro «per i cattolici di ogni età». Infatti, «imparare a vivere la fede è un processo che dura tutta la vi-ta di una persona, e il Catechismo può aiutare i cattolici ad avvicinar-si a Cristo e ad amarlo». In questa prospettiva, viene suggerita anche la consultazione del Compendioche offre una spiegazione accessibile a tutti.
© Osservatore Romano - 8 novembre 2012