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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Santo Natale luminosoCon l’Incarnazione,
avvenuta nella semplicità e nel pudore amato da Dio,
senza effetti speciali,
chiasso ed intemperanza,
senza vanità,
si coniuga l’Eternità nel tempo.

Il tempo, dunque, il tuo tempo,
acquista un valore unico di ascesa e trasfigurazione.Proiettato non per peso ma per levità alla sua meta per cui sei stato concepito e creato: l’Eternità.
Ma come avviene questo?
Avviene tanto quanto nella tua carne e nella tua storia,
ove possibile, tu viva i misteri di Cristo.
E tu possa farli tuoi, senza riserva alcuna.
Tutti. Ciascuno.
Cioè l’umanità di Cristo, per quanto possibile, deve dispiegarsi nella tua umanità, nel tuo quotidiano.
I suoi desideri umano-divini, i suoi gemiti oranti umano-divini, le sue gioie e stupori umani-divini.
Guarda, dunque e contempla i misteri di Cristo perché lo sguardo irrori il cuore,
l'intelletto, le membra, le scelte e le azioni.

Guarda, per Scienza, guarda, taci nello stupore e chiedi alla grazia che quel silenzioso stupore diventi carne.
Perché quello che è impossibile all'uomo è possibile a Dio.


Tutto l’oceano della kenosi umano-divina; ebbene, tutto questo, deve poter appartenerti.
Anzi devi tu potergli appartenere, senza riserva alcuna, senza zone morte, tiepide, accidiose.
Perché la Vita chiama la vita e dona la vita.
Deve poter essere oggetto del tuo vivere.

La liturgia, ben vissuta, è via preferenziale per questo,
ma poco potrebbe senza il ritmo quotidiano di tutto;
liturgia del quotidiano.
Qui è la sapienza.
Ogni esperienza da te vissuta è cristologica, è lievito di Eternità.
Come lo stupore permea ogni fibra dell’anima e lascia senza parole davanti al bello, così è la vita del cristiano:
una vita permeata dallo stupore e dallo struggimento,
dove neanche un piccolo passo, per quanto oscuro,
è scarico, è nulla;
anzi,
è colmo di Eternità.


Respira dunque, nella Grazia del Bimbo,
taci ed espira un sì nel Sì, Amen!

Qualunque difficoltà, qualunque morte, allora acquista la sua luce.
Da quel Sì!, siamo lanciati nell’Eterno.
Ora, nel Santo Natale, questo può accadere.
Portare ai piedi del Bambino la nostra sete,
più che i nostri pesi.

Ricordare al Bimbo:
“... ho i pesi, perché ho sete, di tutto ciò che solo Tu puoi donare.”
Meglio ancora.
Possiamo portare i pesi dei fratelli e delle sorelle.
Specie quelli per noi umanamente irrisolvibili ed indicibili, dove le nostre mani non possono realmente nulla se non congiungersi.
Perché la sete venga colmata con quella Pace, piena e colma, che solo Dio può donare.
La Pace inamovibile di sapere di essere, nonostante tutto,
Sua proprietà.
Per sempre.

Santo Natale a voi, a ciascuno, alle vostre case.

Paul Freeman