Paul FreemanE se Maria è la corredentrice, e lo è nel senso più ampio e creaturalmente possibile della cooperazione (Lumen gentium VIII, nn. 52-69)..
che dire di San Giuseppe?
Sono grato a questo uomo fatto silenzio che non cerca alcuno spazio, non cerca momenti di visibilità, ma si adopera perché Cristo e la Sua sposa abbiano tutto lo spazio.
Persino gli altri protagonisti del Vangelo emergono più di lui, non è solo necessità di catechesi di tali documenti ma di rispetto di un'essenza fatta vocazione.
"I cieli narrano la gloria di Dio,
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento" (Sl. 18,2)
Una vocazione, quella di Giuseppe, generata dal silenzio come spazio e mezzo per l'ascolto di quell'intima voce che non merita di essere obnubilata da nulla. Talvolta persino "negata" dalla voracità del sapere senza che vi sia intimità, realmente scientifica, cioè di sguardo, intuitio e co-intuitio, con Dio.
Riceve il titolo, "giusto" che, biblicamente inteso, significa armonioso, scientifico e carico di sapienza e per questo temperante e prudente. Frutto del silenzio.
Dei suoi sentimenti viene svelato l'intimo turbamento nel cercare nello Spirito del Signore la via gradita a Dio di rispettare la Sua sposa in attesa del Bimbo e la legge e l'angelo gli mostra una terza via ben oltre quella da Lui scelta. Dio si immette nel pensiero della creatura e lo dilata secondo divina giustizia e Sapienza.
Parlando dei sentimenti, dodici anni dopo, viene mostrato il cuore di una appartenenza stupita, silenziosa e radicale. Una vocazione silenziosamente coltivata. Perché la Scienza non smette mai di crescere in un cuore silente, e ne dilata spazi, orizzonti, comprensioni, sguardo, come preambula dell'eternità.
Qui in questa sovrannaturale bilancia tutto viene ri-pesato.
Dio svela il sentimento veramente terribile dell'angoscia di quando Gesù dodicenne compie il suo munus come preambolo;
Qui in questa sovrannaturale bilancia tutto viene ri-pesato.
Dio svela il sentimento veramente terribile dell'angoscia di quando Gesù dodicenne compie il suo munus come preambolo;
ed è proprio Maria che lì lo rende palpabile: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo» (Lc. 2,48).
Il silenzio aveva portato a questa appartenenza e il silenzio porterà Giuseppe e Maria a trasfigurare questa appartenenza come umanamente possibile, nella Grazia.
Alla sinodalità, al "noi", più che i documenti serve il convenire in unum nel Silenzio.
Grazie Giuseppe, dunque, specie in questo silenzio di Avvento, così necessario, e gravido di gioia della Gioia che viene.
-> VD anche
Il Valore del Silenzio
-> VD anche
Il Valore del Silenzio