L’Ufficio delle Tenebre del Giovedì Santo offre alla meditazione dei fedeli, nelle letture centrali del Mattutino, il commento di sant’Agostino sul Salmo 54.
Esso offre un’importante riflessione relativa agli uomini malvagi e a come affrontarli. Considerato il clima di tensione, scontro e inimicizia che in modo ormai costante agita broadcast e piazze, questa riflessione sarà oggi più utile che mai.
Il Salmo è letto in riferimento alla passione di Cristo. Ogni salmo si interpreta anzitutto come riferito al Messia, il Signore Gesù, ma in queste giornate soprattutto l’applicazione del poema sacro al mistero del Figlio di Dio è preminente. Qual è il più grande dolore del Cristo? La cattiveria riversatagli addosso dagli uomini, sue creature. Così il vescovo di Ippona: “Egli parla dei cattivi uomini che lo fan soffrire: e dichiara che la persecuzione di questi cattivi uomini è la sua prova”.
A questo punto si avvia la riflessione sulla malizia umana: “Non crediate che i cattivi ci siano per niente in questo mondo, e che Dio non ritragga alcun bene da essi. Ogni cattivo vive o perché si corregga, o perché per esso il buono sia tormentato”.
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