Perché l’io sia tale occorre il noi.
Oggi non festeggiamo solo la sovrabbondante, pigiata e scossa Misericordia di Dio.
Oggi festeggiamo anche il fatto che uno di noi,
copia vivente di Cristo,
abbia compreso fino alle lacrime carsiche
il Cuore di Dio.
E investito della sovrabbondanza non poteva tacere
tutto vibrando come voce nella Parola
ed il suo volere non era più suo.
Perché “il Signore gli diede dei fratelli” (FF 116)
“Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d'Israele.
Nel tuo amore fa grazia a Sion,
rialza le mura di Gerusalemme.
mi si attacchi la lingua al palato,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.”
(Sl. 147,2; 51,20; 137,5-6)