WASHINGTON, 8. «Una violazione del diritto c0stituzionale alla libertà di parola e di religione»: con queste parole l’arcivescovo ordinario militare per gli Stati Uniti d’America, Timothy Broglio, ha accolto il divieto fatto ai cappellani di leggere un messaggio, scritto dallo stesso presule, sul tema dell’aborto e della libertà di coscienza. Il divieto — riferisce l’agenzia Catholic News — stabilito dall’ufficio dell’Esercito degli Stati Uniti che sovrintende all’assistenza spirituale dei militari, lo United States Army Chief of Chaplains, riguarda una lettera pastorale che l’arcivescovo ha inviato il 26 gennaio scorso ai cappellani cattolici militari, affinché venisse letta durante le messe della domenica successiva. La missiva, è stato spiegato, rappresenta un contributo alla campagna di mobilitazione promossa dall’episcopato contro le nuove direttive emanate dalle autorità federali che prevedono l’adeguamento dei piani di assistenza sanitaria coperti dalle assicurazioni private, nell’ambito dei quali si prevede l’utilizzo di farmaci abortivi e il ricorso a interventi di sterilizzazioni. Assicurazioni private che tutti i datori di lavoro, incluse anche le organizzazioni religiose (con poche eccezioni, molto restrittive), come per esempio quelle che amministrano ospedali o cliniche, dovranno garantire ai propri dipendenti: un punto questo considerato, dai vescovi cattolici, come fondamentalmente lesivo della libertà di coscienza. Nella lettera dell’ordinario militare si fa appunto una serie di considerazioni critiche, richiamando la necessità di salvaguardare i valori fondamentali della tutela della vita e della libertà di coscienza. D all’ufficio dell’Esercito è stato chiesto con una direttiva che la lettera non venisse letta dai pulpiti ma soltanto menzionata. L’a rc i v e s c o v o ha osservato che «basandosi su precedenti legali, la direttiva ha costituito una violazione del diritto alla libertà di parola e al libero esercizio religioso, così come dei diritti di tutti i cappellani militari e delle loro congregazioni». Il presule, è aggiunto, ha peraltro avuto un incontro con il segretario generale dell’Esercito, John McHugh, in occasione del quale, è stato evidenziato, «che entrambi hanno concordato che il divieto ha costituito un errore » . L’iniziativa dell’ordinario militare, come accennato, si inserisce in una campagna che in questi ultimi tempi vede la Conferenza episcopale degli Stati Uniti impegnata con particolare forza sul tema della vita e della libertà di coscienza. Sul sito internet dell’episcopato si susseguono infatti gli appelli e le osservazioni che hanno come oggetto particolare le nuove direttive emanate dal Department of Health and Human Services del Governo, guidato dal segretario Kathleen Sebelius, che facilitano il ricorso alla pratica degli aborti. Recentemente una nuova nota intitolata «Sei cose che ognuno dovrebbe conoscere riguardo queste direttive» ripropone una serie di critiche su quelle che, fra l’altro, vengono considerate come «imposizioni immorali ». Si tratta soprattutto, sottolineano ancora una volta i vescovi, di direttive che obbligheranno la maggior parte delle organizzazioni religiose, per esempio ospedali, cliniche, scuole o istituti di beneficenza e volontariato (tranne quelle che si avvalgono soltanto di dipendenti affiliati al proprio credo o che offrono servizi rivolti principalmente a servire persone affiliate alla propria religione) a garantire al personale assicurazioni private che coprono le spese per l’acquisto di farmaci abortivi o interventi di sterilizzazione. Fra l’altro, secondo i vescovi, le nuove politiche federali includono maggiori restrizioni alla libera attività delle suddette organizzazioni rispetto alle leggi già in vigore nei singoli Stati. Dall’episcopato si mette inoltre in rilievo che anche le comunità protestanti, ortodosse e ebraiche hanno levato la loro voce in difesa della libertà religiosa. Sempre in un’altra nota, erano state offerte una serie di risposte in relazione ad alcune affermazioni sul tema delle nuove direttive legate alla riforma sanitaria che il Governo ha diffuso tramite uno spazio di discussione ospitato sul proprio sito internet. In un intervento alla Fordham University di New York, l’a rc i v e s c o - vo e presidente della Conferenza episcopale, Timothy Michael Dolan, ha esortato «a un’azione per proteggere le libertà fondamentali come quella della vita, di coscienza e religiosa, che ora sono in pericolo».
© Osservatore Romano - 8 febbraio 2012
Fede e libertà di parola
- Details
- Hits: 1520