A cura di P. Pietro Messa, ofmIl documento Lumen gentium del concilio Vaticano II afferma: «La Chiesa “prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio”», ossia nella tensione della perfettibilità del già e non ancora.
La fede (…) definisce tutte le dinamiche della mia vita ed è in me “sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”. (…) Allo stesso tempo, però, sono sempre stato accompagnato dalla consapevolezza che il mio servizio alla fede non è puro, è contaminato dall’orgoglio, dal rapporto che ho con me stesso, dal desiderio interessato di essere e possedere. Non ho mai compiuto correttamente alcun atto che sia puro agli occhi di Dio, che sia un’espressione di amore disinteressato. Tuttavia sono sempre stato consapevole di questa imperfezione e ho desiderato purificarmi interiormente. C’è voluto molto tempo prima di capire che anche questo desiderio non era autentico, e richiedeva a sua volta di essere purificato. (…) Tutti i 44 anni della mia vita [di fede] sono un grido che esprime il desiderio di amore e purificazione».