Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
045q01aL’arcivescovo presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione tiene nel po-meriggio di oggi, martedì, ad Augusta, in Germania, una conferenza organiz-zata dalla diocesi di Augsburg. Ne pubblichiamo alcuni stralci.

di SALVATORE FISICHELLA

Stiamo vivendo da alcuni decenni una situazione molto grave. Le no-stre chiese sono sempre più vuote e le nostre comunità frequentate da persone sempre più anziane. Forse, si sta avverando la profezia di Nietzsche quando scriveva che «le nostre chiese sono diventate il se-polcro di Dio! Non sentite la voce di quanti stanno recitando il De pro-fundis a Dio?». Qualcuno penserà che non è un fatto così drammatico e che bisogna rifugiarsi nell’idea del piccolo gregge. Nell’uno come nell’altro caso sarebbe opportuno ri-manere lontani dall’illusione. Il realismo è quanto ci viene ri-chiesto in questo momento e se dobbiamo iniziare un’opera di nuo-va evangelizzazione ciò significa che qualcosa, probabilmente, negli ulti-mi decenni non ha funzionato. Non è questo il momento di andare alla ricerca delle cause e iniziare a discu-tere sui grandi sistemi della trasfor-mazione e del rinnovamento della Chiesa. Ci saranno certamente mo-menti per fare anche questo, sapen-do che il vero rinnovamento, prima di essere richiesto agli altri, deve partire da noi. Ciò che mi sembra importante è considerare che siamo ormai alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell’apertura del conci-lio Vaticano II. Da ogni parte si vo-glia interpretare il concilio, una cosa è certa: esso è stato un momento importante in cui la Chiesa ha volu-to riprendere un linguaggio nuovo per parlare di Dio al nostro contem-poraneo. Tutto il suo insegnamento è importante, ma partiva da questo obiettivo e doveva ritornare a questo obiettivo. Come parlare di Dio all’uomo di oggi in modo che di nuovo creda? La crisi che viviamo è anzitutto crisi di fede. Una crisi che si fa più forte per il profondo anal-fabetismo riguardo i contenuti della fede e, di conseguenza, un’indiffe-renza generale per la vita della Chiesa. Se non si conosce Gesù Cri-sto e la sua Chiesa tutto diventa vecchio. La cultura si rinchiude in un individualismo esasperato, come è possibile notare ai nostri giorni. Domina il primato del diritto indi-viduale a scapito della responsabili-tà sociale e le relazioni interpersona-li si riducono a quelle realizzate alla luce dell’effimero. Davanti a Gesù Cristo, invece, la vita si rinnova. La sfida, probabilmente, è tutta in que-sto punto: come esprimere la novità cristiana in un periodo in cui tutto sembra ovvio, a partire dal cristiane-simo. La novità di Gesù Cristo deve di nuovo toccare la vita personale, entrare con la grande provocazione di sempre: quale senso ha la tua vi-ta? L’amore e il dolore, il successo e il fallimento, l’amicizia e il tradi-mento (…), quale è il senso della vi-ta? Senza Gesù Cristo è difficile da-re una risposta che sia carica di si-gnificato da spingere alla conversio-ne e al cambiamento. Con lui, inve-ce, tutto cambia e si rinnova. Forse, non siamo più capaci di parlare di Gesù Cristo. Forse, abbia-mo dimenticato che il nostro primo compito è annunciare il Vangelo. La bella notizia attesa che può cambia-re la vita, solo se tu vuoi. Rendere possibile ed efficace l’incontro con Gesù Cristo e la comunità che vive di lui è quanto compete alla nuova evangelizzazione. Qui non si tratta, in primo luogo, di ricercare la strate-gia da porre in essere per recuperare i lontani. Qui si tratta anzitutto di recuperare la convinzione e la cer-tezza della fede da parte dei creden-ti. Se fossero solo le nostre strategie potremmo già “chiudere bottega”, e dichiarare fallimento. Se invece par-liamo di un incontro con la persona viva di Gesù Cristo e con la Chiesa, allora è questione di fede e questa ha bisogno di esprimersi secondo la sua logica. In primo piano, dunque, vi è l’obiettivo di un recuperato sen-so missionario dei battezzati.

© Osservatore Romano - 3 ottobre 2012