Accanto alla testimonianza di monsignor Gualtiero Bassetti pubblichiamo anche un articolo di Eliana Versace sulla corrispondenza inedita tra Benelli e Montini e la prefazione scritta dal cardinale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori per il libro Giovanni Benelli. Un pastore coraggioso e innovatore (Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2012, pagine 144, euro 12) di Antonio Lovascio. "Oltre la memoria - scrive Betori - c’è anche la certezza che ripercorrere l’avventura umana ed ecclesiale di questa grande figura della Chiesa italiana e universale del secolo scorso abbia qualcosa da dire anche per gli orientamenti da assumere, come persone e come comunità, nei nostri tempi". Nel decennio trascorso come sostituto alla Segreteria di Stato, tra il 1967 e il 1977, il ruolo di Benelli, accanto al Pontefice, assunse un notevole rilievo pubblico, specialmente sul piano nazionale. Il segretario di Stato Jean Villot — che aveva conosciuto il sacerdote toscano negli anni Cinquanta, in Francia — conversando con l’ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Gian Franco Pompei, riconosceva quanto Benelli fosse prezioso, non solo per il suo efficientissimo e leale operato, ma appunto «perché poteva dire molte cose anche dure al Papa senza perderne la fiducia, perché da giovane era stato suo collaboratore». A Firenze, percorrendo il solco montiniano, il suo episcopato si caratterizzò per il rilancio della catechesi attraverso il sostegno alla stampa cattolica, riprendendo il convincimento di Papa Montini: «Noi tutti vescovi parliamo continuamente di evangelizzazione, ma senza un giornale che incida nella formazione della mentalità della gente, non possiamo che attenderci un peggioramento della situazione». (©L'Osservatore Romano 26 ottobre 2012)