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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

Natale Greccio eucarestiaP. Pietro Messa, ofm

Francesco quale figlio di un mercante arricchito era ricco come i nobili, ossia i maiores cittadini, ma sempre un mercante cioè di una delle classi dei minores. Il suo sogno corrispondeva a quello di suo padre Pietro di Bernardone, cioè sfondare diventando cavaliere e quindi membro a tutti gli effetti della classe superiore a cui già era equiparato per ricchezza. Pur non essendolo ancora, già si vestiva da cavaliere e si comportava come se vivesse in una corte nobiliare, ossia in modo cortese.
Naturalmente questo arrivismo gli faceva bramare le classi sociali superiori e disprezzare quelle inferiori. Lui stesso pochi mesi prima di morire nel testamento scrive che in quel periodo, denominato come il tempo in cui era nei peccati, gli era amaro vedere i lebbrosi, vale a dire quei malati che venivano espulsi dalla comunità civile. Il fare misericordia proprio con i lebbrosi, cambiò la sua vita per cui ormai la scelta fu di vivere secondo la forma del Vangelo, seguendo le orme di Gesù Cristo che da ricco si fece povero per amore. Tale abbassamento ebbe un momento particolare nel Natale quando dall'alto scese nella mangiatoia - in latino praesepe - e sulla croce. Così ottocento anni fa, nel 1223, volle celebrare la nascita del Salvatore a Greccio per contemplare con gli occhi del corpo il bambino povero nato da Maria povera posto in una stalla tra il bue e l'asino. La contemplazione di tali avvenimenti ebbe un valore innanzitutto salvifico perché da lui viene la salvezza, ma anche esemplare nel chinarsi sopra la povertà umana. Ecco allora che proprio la celebrazione a Greccio - che nei secoli successivi sarà considerata come l'origine del presepe - fu motivo di una concreta opera caritativa.  

Immagine: particolare di una tela di Giovanni Gasparro esposto nella mostra https://www.centroculturalearacoeli.org/mostra-nel-nome-di-san-francesco/