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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
ARCHBISHOP PROSPERO GRECHAll’altare della Cattedra della basilica Vaticana si sono svolte giovedì mattina, 2 gennaio, le esequie del cardinale Prosper Grech, diacono di Santa Maria Goretti. Al termine Papa Francesco ha presieduto il rito dell’«ultima commendatio» e della «valedictio».
La messa è stata celebrata dal vice-decano del Collegio cardinalizio (pubblichiamo in questa pagina il testo della sua omelia).
Hanno concelebrato diciassette porporati, tra i quali il segretario di Stato, Pietro Parolin, sei presuli — tra i quali l’arcivescovo di Malta, Charles Scicluna, segretario aggiunto della Congregazione per la dottrina della fede, e il pro-segretario generale del Sinodo dei Vescovi, Mario Grech — e numerosi prelati e sacerdoti, molti di origine maltese. Tra questi, il provinciale degli agostiniani, Leslie Gatt.
Con i membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, erano l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, e i monsignori Luigi Roberto Cona, assessore della Segreteria di Stato, e Joseph Murphy, capo del Protocollo. Al rito hanno assistito tre porporati e l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa pontificia.
Tra i presenti, il presidente della Repubblica di Malta, George William Vella, il ministro degli affari esteri Carmelo Abela e l’ambasciatore presso la Santa Sede, Frank Zammit. Numerosi gli ecclesiastici, i religiosi — soprattutto dell’ordine di Sant’Agostino, tra i quali il priore generale padre Alejandro Moral Antón — e i laici che vi hanno partecipato insieme con alcune monache, accompagnate dalla badessa del monastero romano dei Santi Quattro Coronati. Il cardinale Grech verrà sepolto a Malta in un complesso dell’ordine agostiniano.
(Giovanni Battista Re) «Tenetevi pronti... con le lucerne accese... in attesa che il Signore bussi alla porta, per poterGli aprire senza indugio». Tenetevi pronti... perché non sapete né il giorno né l’ora (Lc 12, 35-40).
Questo ammonimento, che è risuonato nel Vangelo qualche istante fa, è fra i più conosciuti della Bibbia e l’esperienza di ogni giorno ce ne conferma l’ineluttabile attualità.
Eppure ogniqualvolta il Signore viene a bussare alla porta di una persona da noi conosciuta, il suo arrivo ci coglie quasi sempre di sorpresa. Tanto è il nostro naturale attaccamento alla vita che facilmente ci illudiamo, indipendentemente dall’età e dalle condizioni di salute.
La notte di Natale il cardinale Prosper Grech era qui in questa basilica a concelebrare la Messa col Santo Padre. Lunedì di questa settimana era, come di solito, a tavola con la comunità agostiniana, conversando col suo carattere affabile, e poche ore dopo il Signore l’ha chiamato a sé.
Certo la morte non l’ha trovato impreparato. La sua lunga esistenza, aveva compiuto i 94 anni la vigilia di Natale, e la sua vita consacrata a Dio nell’ordine di Sant’Agostino lo avevano messo in attesa dell’ultima chiamata. Le certezze della fede, che aveva insegnato agli altri, gli avevano dato la lucida consapevolezza che morire è entrare nella gioia dell’immensità dell’amore di Dio.
La dimensione centrale della lunga e operosa vita del cardinale Grech, oltre quella tipica di un religioso dell’ordine degli Agostiniani, fu lo studio e l’insegnamento della Teologia, nella piena fedeltà al Magistero della Chiesa.
Era nato nell’isola di Malta nel 1925 e a 18 anni chiese di entrare a far parte dell’ordine di Sant’Agostino. Dopo la professione religiosa, nella quale prese il nome di Prospero, e dopo aver terminato nella sua terra di origine gli studi filosofici, nel 1946 fu mandato al Collegio Santa Monica di Roma per studiare teologia e fu ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano il 25 marzo 1950. Conseguito il dottorato in teologia presso la Pontificia università Gregoriana, frequentò l’Istituto Biblico, conseguendo la laurea summa cum laude.
Subito dopo padre Prospero fece ritorno a Malta, dove insegnò per due anni nel Collegio agostiniano di Teologia e presso il Collegio Mater Admirabilis di Rabat.
Nel 1957 ottenne una borsa di studio del British Council per l’Università di Oxford. L’anno successivo venne invitato all’Università di Cambridge come Assistente ricercatore.
Nel 1959 padre Prospero fece ritorno a Malta per continuare a dedicarsi all’insegnamento, ricoprendo i medesimi incarichi di due anni prima.
Poco tempo dopo però fu scelto come segretario del Vescovo Pietro Canisio van Lierde, vicario generale del Santo Padre per la Citta del Vaticano e Sacrista pontificio. Venne così ad abitare qui in Vaticano.
Attesa la sua preparazione culturale e teologica, nel 1965 fu nominato preside dell’Istituto Teologico Augustinianum e, qualche anno dopo (1970), insieme con padre Agostino Trapè, fondò il ben noto Istituto Patristico Augustinianum, del quale divenne il primo preside.
Come consultore del Dicastero per la dottrina della fede ebbe una intensa collaborazione con l’allora cardinale Ratzinger e fu anche membro della Pontificia Accademia Teologica, della Pontificia Commissione Biblica e dell’Associazione Patristica Internazionale.
Inoltre, per oltre 20 anni insegnò ermeneutica al Pontificio Istituto Biblico e teologia biblica alla Pontificia Università Lateranense. Intensa è la sua produzione di articoli e di volumi sull’ermeneutica della Sacra Scrittura e sulla patristica.
Insieme con questa straordinaria attività di studio e di insegnamento, padre Prospero trovò sempre il tempo per svolgere un’intensa attività pastorale nella Cappella di Santa Monica, aperta al pubblico, dove volentieri era disponibile anche per ascoltare le confessioni.
Nel concistoro del febbraio 2012, Papa Benedetto XVI lo creò cardinale di Santa Romana Chiesa, assegnandogli la Diaconia di Santa Maria Goretti, e contemporaneamente lo promosse all’Episcopato.
Uomo di solida fede e studioso dei Padri della Chiesa, il cardinale Prosper Grech fu un appassionato di Sant’Agostino e un assertore dell’attualità dei suoi insegnamenti. Era sua convinzione che «leggendo sant’Agostino, troviamo qualche cosa di noi stessi». Al riguardo in differenti occasioni egli ha affermato che sant’Agostino, soprattutto nel libro delle Confessioni, parla di sé, della sua esperienza, ma «siccome si tratta dell’esperienza che l’uomo vive in ogni epoca, allora leggendo sant’Agostino leggiamo qualche cosa di noi stessi, dei problemi della Chiesa di oggi, dei problemi della società, delle relazioni fra Stato e Chiesa e così via, perché — concludeva — basta leggere qualsiasi opera di sant’Agostino che sempre si trova qualche cosa che parla direttamente al cuore».
La liturgia di questa messa ci invita ad alzare lo sguardo oltre le frontiere della morte, verso quel mondo nel quale il cardinale Grech è ora entrato.
Nella prima lettura della Messa, tratta dal libro del Profeta Ezechiele, abbiamo ascoltato parole cariche di consolazione e di immortali speranze: «Ecco io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete;... saprete che io sono il Signore».
La visione del Profeta ci proietta verso il trionfo definitivo di Dio, quando farà risorgere i morti alla vita senza fine. Il Profeta parla di «un esercito grande, sterminato» e ci fa pensare che i salvati saranno una moltitudine grande. Tra questi amiamo pensare anche questo nostro Confratello, che è stato un religioso di grande dottrina e di profonda spiritualità, che ha amato la Chiesa e la vita religiosa e, soprattutto, che ha sempre messo Dio al primo posto e al di sopra di tutto.
Noi ora affidiamo nella preghiera la sua anima a Dio, del quale come teologo tante volte ha parlato e ha scritto.
***
Sono state celebrate nella mattina di giovedì 2 gennaio nella basilica vaticana le esequie del cardinale maltese Prosper Grech, diacono di Santa Maria Goretti. Il teologo agostiniano, docente emerito di varie università, è morto lunedì scorso, 30 dicembre, a Roma, pochi giorni dopo aver compiuto novantaquattro anni. Al termine della liturgia, Papa Francesco ha presieduto il rito dell’«Ultima Commendatio» e della «Valedictio». In precedenza, martedì 31, appresa la notizia della morte del porporato, il Pontefice aveva inviato al priore generale dell’ordine di Sant’Agostino, padre Alejandro Moral Antón, il seguente telegramma.
Appresa la notizia della pia dipartita del venerato cardinale Prosper Grech, desidero esprimere sentimenti di cordoglio a lei, all’intero ordine agostiniano ed ai familiari del caro porporato, verso il quale ho sempre nutrito grande stima sia per la sua testimonianza personale di vita cristiana e consacrata sia per il suo esemplare servizio alla formazione delle nuove generazioni, specialmente dei sacerdoti. Nel ricordare il lungo e competente servizio da lui svolto come docente in varie università romane, come pure prestato alla Santa Sede, innalzo la mia preghiera di suffragio affinché il Signore accolga la sua anima nel regno eterno della luce e della pace e di cuore invio a lei, ai confratelli ed a quanti ne piangono la scomparsa la benedizione apostolica.
Franciscus pp.

© Osservatore Romano - 2-3 gennaio 2020