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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

Cristo incorona MariaOgni anno, ogni dono del tempo,
è una preziosa occasione per gridare,
come possiamo e con la nostra vita:
Eternità, Eternità!

 

E più il grido è in sintonia armonica e sobria con la fonte e il culmine di questo desiderio
e più si è realisti e fecondi per il Regno e nel Bene Comune.

C'è un passaggio nel film "L'esorcista" di William Friedkin, in cui la giovane posseduta apre un cassetto senza l'uso delle mani.
"Sei stata tu?".. "hmmm"
il sacerdote chiude il cassetto e dice "fallo di nuovo"
la posseduta risponde "Nel tempo.."
"Fallo di nuovo" incalza il sacerdote
"Nel tempo, nel tempo.. mirabile dictu" risponde la posseduta.
Già.
Ecco, il tempo è di Dio, il tempo è dono di Dio.
Persino il nemico, in questo film "particolare", non può esimersi dal riconoscere che il tempo è una meraviglia di Dio.

E noi lo gustiamo solo quando, pur vivendolo, pur assaporandolo, fino all'ultimo sorso, siamo consapevoli che è un dono e un luogo per fare esplodere non ciò che facciamo ma ciò che Dio può fare.
Non dobbiamo stupire nessuno, meravigliare alcuno, ma rendere gloria a Dio.
Egli che ci ha fatti per Lui, per l'Eternità.

Perché né noi, né il nemico, possiede il tempo, anzi, noi abbiamo un vantaggio enorme, sostenuti dalla Chiesa, dai fratelli, dai santi e dagli angeli e soprattutto dalla Madre di Dio, possiamo gridare: Eternità!

Questo è il grido che ci è possibile più che possibile agli angeli e che il nemico ci invidia, possiamo gridare, con Maria: Eternità!
E quando ci risulta difficile e arduo e siamo appesantiti o distratti
ecco che Maria, la "piena di Grazia" ("Χαῖρε, κεχαριτωμένη, ὁ κύριος μετὰ ⸀σοῦ", Lc. 1,28) cioè la ricolma di Eternità, perché Dio è presente in Lei in forma unica ed irripetibile, ci conduce al senso più profondo del nostro esserci, al nostro respiro, al nostro peregrinare.

Se c'è qualcuno che può con-compiere nel tempo, è Lei, la sempre ancella, che, ricolma di Eternità, fatica con noi nella Grazia di essere ripieni di Grazia, per quanto possibile alla nostra fragilità.
E dunque di rallegrarci con Lei della Gioia che segna il tempo.
Persino il tempo ferito.

"Gioisci, figlia di Sion,
esulta, Israele,
e rallegrati con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!" (Sof. 3,14-17)

Quella gioia che nessuno ci può togliere, immarcescibile e inamovibile di Lui, Gesù, con noi.

Egli è con noi!
Ed anche noi, con l'apostolo Paolo, dobbiamo esserne persuasi (Rm. 8,38-39).

Egli dilata il tempo nel Tempo di Dio che è l'Eternità e "significa" il senso profondo dell'anno trascorso e dell'anno che viene.

Segniamolo, dunque, nel cuore, come ai santi è concesso di avere nella carne (e nel cuore) i segni della Passione di Cristo.
Segniamo con lo sfraghis, con il vero tatuaggio battesimale: Eternità! Eternità!

Buon anno dunque, a voi, e, soprattutto, Buona Eternità.

Ecco il mio augurio per voi, e sosteniamoci nel Bene.

Paul Freeman