"Solo il battesimo di sangue ci può rendere più puri di quanto ci rese il battesimo di acqua"(Origene, Omelie nei giudici, 7,5)
Questa bellissima espressione di Origene è vera della verità dei martiri cristiani:
"Nell'anfiteatro di Cartagine alla fine dei giochi" fu scagliato contro Saturo un leopardo che "con un colpo di zanne lo bagnò nel suo sangue". Come a testimoniare un secondo battesimo, la folla gridò: "Eccolo ben lavato! Eccolo salvato". Era sicuramente salvato, aggiungono gli Atti, colui che "era stato lavato nel proprio sangue". (Atti e passioni dei martiri, Fondazione Lorenzo Valla/Arnoldo Mondadori Editore).
Eppure, se presa fuori contesto, manca di una considerazione previa.
Nel Battesimo che riceviamo c’è tutto, acqua e sangue e soprattutto c’è lo Spirito Santo che ci immette in un “giogo” spirituale: vitae spiritualis ianua (CCC 1213).
« .. lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo » (Tt 3,5)
Lavati nel Sangue di Cristo.
Ogni Santo Battesimo è unico, non ripetibile ed è Battesimo nel Sangue di Cristo segno e verità che ci lega al sangue di una schiera innumerevole di fratelli e sorelle, bambini o adulti che hanno donato la vita.
Donatori donanti nel Donatore, anzitutto dopo il Suo comando di battezzare dato agli apostoli ma anche, in maniera di figura ed anticipazione, a motivo di Cristo, per coloro che, innocenti, hanno donato la vita prima degli eventi pasquali.
“Da sempre la Chiesa è fermamente convinta che quanti subiscono la morte a motivo della fede, senza aver ricevuto il Battesimo, vengono battezzati mediante la loro stessa morte per Cristo e con lui. Questo Battesimo di sangue, come pure il desiderio del Battesimo, porta i frutti del Battesimo, anche senza essere sacramento.” (CCC 1258)
E per i bimbi morti donando la vita non essendo in alcun modo, direttamente o indirettamente, catecumeni?
Li affidiamo alla misericordia di Dio ma, nel caso dei Santi Innocenti, vale il loro ruolo simbolico ed esistenziale come annunciazione della Passione del Figlio di Dio unita inscindibilmente alla gioia della nascita e della sua venuta nel mondo.
Per tale motivo alcuni iconografi dipingono la culla della mangiatoia come una tomba, perché nel Natale c’è tutto, anche la passione del Signore.
Passione che inizia con l’Incarnazione con il suo annichilimento, passa per la passione e la morte in croce e culmina nell’esplosione di grazia e di gloria con la Resurrezione.
Egli ci libera dalla morte e ci libera dal nulla perché per la morte è passato nel suo peregrinare kenotico.
Ecco perché il culto dei Santi Innocenti è antichissimo: perché non vi poteva essere immagine più adeguata, per la Sapienza, nonostante il male violento, di un sangue innocente carpito dalla prepotenza e dalla avarizia dell’uomo come quello dei bimbi morti nel sangue, come l’Agnello immolato.
Agnelli nell’Agnello, figura dell’Agnello.
Pertanto anche il male, che solo viene dall’uomo, istigato dal “nemico”, apre lo squarcio, in Sapienza, a ciò che sarà il futuro deicidio, come forma massima di empietà.
Eppure questa empietà non è solo di coloro che hanno condannato, torturato, schernito e messo in Croce il Figlio di Dio in un preciso momento storico.
Ma anche nostra.
Tutte le volte che al sangue donato con il Battesimo, non rispondiamo con il nostro sangue.
E cerchiamo altri sfraghis, altri marchi, altre appartenenze, altri battesimi, altre forme larvate di “credo” a cui asservirci con tutto noi stessi.
Pseudo-religioni, chiromanzia, credi psicologici, credi politici, credo ideologici, credi scientisti, credi positivistici, culto di sé.
Tutto viene sacralizzato, rivestito di liturgica importanza ma questo è solo il mendicare mondano del mondo di appartenergli, di ri-battezzarti, di soggiogarti.
Di renderti schiavo.
Io, io, io, noi, noi, noi.
Eppure siamo stati liberati da Cristo e pagati del prezzo più alto che fosse possibile personalmente ed unicamente dal Figlio di Dio.
E dimenticanza è già empietà.
I Santi Innocenti ci aiutino a fuggire l’empietà che, non dimentichiamolo mai, ripetiamocelo chiaramente ed onestamente, non è colpa dei pagani e di alcuni fratelli ebrei, ma è nostra di oggi e di ora.
Tutte le volte che calpestiamo il nostro Battesimo, la grazia immensa ricevuta, la nascondiamo senza farla fruttificare e cerchiamo altri battesimi su questa vita. Mendichiamo per esigenza vanesia di stima battesimi quotidiani.
Che, talvolta, superficialmente, gratificano, ma, come un profumo di passaggio che nasconde un grande fetore, ingannano fino alla morte.
E preghiamo umilmente che non diventi mai morte seconda.
Lo Spirito Santo ci aiuti a ricordare, con Gioia, che sangue chiama sangue.
Vita chiama vita.
Cristo solo dona di essere come Lui, pur essendo, finalmente liberi ed unicamente e pienamente noi stessi.
PiEffe
PiEffe