Commento alla XXVII domenica del Tempo ordinario anno C
Abbiamo ripetuto questa splendida preghiera nel salmo responsoriale.
Ed è bene che questa richiesta sia una richiesta perchè "ascoltare" è anzitutto un dono di Dio ed è legato strettamente alla fede.
Ascoltare è un dono che Dio ci fa umanamente non solo con le nostre orecchie ma anche con una predisposizione naturale ad aprirci a Lui.
Lo Spirito Santo, poi, con il dono del timor di Dio amplifica a dismisura questo dono e ci rende capaci di dialogare con Dio nella fede, come discepoli e come figli grazie al dono della Pietà.
Ogni dono di Dio però non è magia ma caparra che cresce se custodita e coltivata.
Ecco perché ogni dono di Dio "presuppone la natura".
Natura che fa sì che rispondiamo generosamente e collaborativamente al dono ricevuto con tutti i mezzi e con la sapienza che Dio, attraverso la Chiesa, ci dona.
La preghiera, personale e comunitaria, il sacramento della riconciliazione, l'Eucarestia e la direzione spirituale lavorano proprio sulla nostra capacità di ascolto.
Tante eresie piccole o grandi, antiche o moderne in definitiva dipendono da una cattiva capacità di ascolto di Dio.
Dio è Dio e non si può ingabbiare in categorie piccine come quelle della nostra coscienza e, tantomeno, della nostra percezione, soggetta a tanti umori e psichismi.
Coscienza spesso non guarita ma ferita da tante miserie a cominciare da una pessima educazione.
Le uniche categorie in cui Dio, per così dire, si fa "custodire" sono quelle che Lui ha scelto.
Quelle necessarie categorie che sono, ad esempio, "Pietro" e la sua conferma ai fratelli.
Talvolta infatti, alcuni, dicono che la "gerarchia non ascolta" perché semplicemente non asseconda le loro isterie e i loro disordini interiori elevati a personalissima teologia.
Ma è una grazia che "la gerarchia non ascolti" queste voci e anzi ponga un sigillo di chiarezza, altrimenti non sarebbe fedele al suo mandato di educare e di confermare nella fede. Sana la preoccupazione paterna e materna della Chiesa e la prova che ne potrebbe scaturire. Non è ilsé di colui che ha una intuizione che va rinforzato ma l'azione potente e duratura dello Spirito Santo.
Se i pastori e il Papa in primo luogo non fossero chiari su certe questioni sarebbero loro i primi a non "ascoltare Dio", ma solo l'opportunismo e le isterie che vengono dal basso, più che i moti dello Spirito che, certamente, vengono anche da tutti i fedeli come sensus fidei.
I pastori devono discernere, promuovere e "canonizzare" questo è il loro servizio di ascolto. Canonizzare significa infatti non dogmatismo ma rendere evidentemente ciò che fa parte del dono di Dio in Cristo a Pietro, apostoli e discepoli e ciò che non vi fa parte. Significa svelare l'azione di Dio per la Salvezza delle anime.
Noi invece siamo chiamati ad ascoltare le sollecitazioni dello Spirito nella storia e a farne partecipi i pastori per aiutarli nel loro discernimento e nel loro ministero di guida. Siamo "servi inutili".
Inutili non significa senza ragione e coscienza ma, appunto, liberi dalle condizioni (e talvolta le tirannie) del nostro cuore ferito.
La realtà, purtroppo, è che nessuno ha più voglia di essere guidato, né di ascoltare realmente ma solo di comprarsi il vitello d'oro dell'autostima e del compiacimento delle proprie follie e dei propri capricci.
Il narcisismo operativo, specie se patinato, desidera sempre darsi una ontologia. Ed è qui la sua fallacia. Magari usando Dio.
Alcune manifestazioni social, con interventi lunghi ridondanti, barocchi, grondanti il mendicare la stima, o, talvolta, assertivamente definitivi, ne sono la manifestazione più evidente. E tra post carismatici e "mi piace" si consuma la perdizione della più bella dignità che abbiamo ricevuto.
Pertanto non ci si preoccupi tanto se la Chiesa è perseguitata (e realmente lo è) ma se innanzitutto noi sappiamo realmente ascoltare.
Quando manca la dimensione dell'ascolto in nome di una "coscienza", spesso non assetata del vero, del bello e del buono, ma curvata sui suoi narcisistici protagonismi manca l'efficacia della testimonianza e c'è solo il rumore del pettegolezzo. Anzi la vuotitudine della vanità.
"Ascoltate oggi la voce del Signore!"
Salvatore & Paul